smart san damiano
Cronaca
Cittadinanza Attiva

Al Comune di San Damiano una Smart confiscata alla mafia

E’ il primo Comune piemontese ad ottenere un bene mobile da confisca. Soddisfazione del sindaco Migliasso e di Antonello Murgia, referente per la Consulta Sicurezza Anci

Bel primato per San Damiano d’Asti: è il primo Comune piemontese cui viene assegnata un’auto proveniente da un confisca di beni secondo le leggi antimafia e le misure di prevenzione.

Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Davide Migliasso ha ricevuto una Smart cui sono stati apposti degli adesivi con lo stemma del Comune.

E’ la prima volta che in Piemonte viene fatta l’assegnazione di un’auto da confisca ad un’amministrazione comunale.

«Sapevo che c’era questa opportunità e mi sono informato per capire come fosse la procedura per ottenerla – afferma Davide Migliasso –  trovando nel presidente della Consulta della Protezione Civile e sicurezza del territorio Anci Piemonte nonché sindaco di Piovà Massaia, Antonello Murgia, un prezioso alleato che mi ha spiegato come, dove e in che termini fare domanda. A lui il mio ringraziamento personale e quello dell’amministrazione sandamianese.

Purtroppo – prosegue ancora il primo cittadino di San Damiano – è sempre più difficile per comuni piccoli ma anche meno piccoli come San Damiano, trovare delle risorse per acquistare delle nuove autovetture e rinnovare il parco mezzi. Questa è un’ottima opportunità per farlo a costo zero. Dal canto nostro abbiamo richiesto anche l’assegnazione di un furgone di cui attendiamo presto la consegna».

Soddisfatto per il buon esito della domanda lo stesso Antonello Murgia che dichiara: «Questi automezzi normalmente vengono richiesti e consegnati prevalentemente alle forze dell’ordine che a seguito di indagine sottopongono gli stessi beni a sequestro o confisca. Però la legge prevede che anche gli enti locali come i comuni possano appropriarsene. Lo scopo della legge ha una valenza etica sociale ed economica che affonda nel sottrarre alle organizzazioni mafiose o malavitose quel denaro o quei beni accumulati illegalmente per restituirli alla collettività e ai territori che hanno subito il sopruso per creare circuiti virtuosi di crescita».

L’assegnazione dei beni confiscati è anche un risparmio per tutti i contribuenti visto che i costi di custodia giudiziaria gravano sui conti della giustizia.

«Attualmente sono stati richiesti circa 10 fra autovetture e mezzi d’opera da parte di alcuni comuni della Provincia di Asti – afferma ancora Murgia – E non posso non ringraziare la magistratura e la polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Asti che hanno sostenuto queste procedure con disponibilità e collaborazione».

Antonello Murgia
Davide Migliasso

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