Da oggi la Procura della Repubblica di Asti ha un nuovo capo. Si è infatti ufficialmente insediato il nuovo Procuratore, dottor Biagio Mazzeo, 64 anni, proveniente dalla Procura di Lanusei.
Ad accoglierlo nella formale cerimonia di immissione in possesso delle funzioni, il presidente di sezione Paolo Rampini con i colleghi Francesca di Naro ed Elio Sparacino.
Proprio il dottor Rampini lo ha salutato dicendo che il tribunale di Asti è una sede di lavoro costruttiva con un’alta efficienza dimostrata ogni volta che si confronta con i risultati degli altri.
A dargli il benvenuto anche il Procuratore aggiunto Vincenzo Paone che ha retto la Procura durante i 15 mesi di “vacanza” dopo il pensionamento del dottor Perduca: «Vieni a lavorare in un ufficio, quello della Procura di Asti, che può contare su una squadra affiatata ed efficiente di colleghi».
Del buon ambiente di lavoro ha parlato anche il dottor Alberto Giannone, presidente di sezione penale: «Io mi ritengo fortunato a lavorare qui dove esiste un buon rapporto con il personale, i giudici e gli avvocati. C’è carenza di organico, vero, ma il valore umano che esiste in questo Palazzo di Giustizia è unico».
E dell’importanza dei rapporti umani seppur a parti contrapposte ha parlato anche Marco Venturino, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Asti. «Sono tornato dal congresso nazionale forense che si è tenuto a Lecce dove si è parlato molto di nuove sfide digitali nell’amministrazione della giustizia. Si è parlato di algoritmi e intelligenza artificiale. Benvengano i supporti che consentono risparmi di energie e risorse, ma sono le donne e gli uomini che rendono giusta la giustizia».
Il nuovo Procuratore, travolto da tanta accoglienza, ha esordito dicendo che la fama di eccellenza del tribunale e della Procura di Asti era già nota. «Questo rappresenta un grande carico di responsabilità per mantenere l’efficienza raggiunta. Sono contento di sapere che si pratica una fruttuosa sinergia con giudici ed avvocati perchè sono da sempre profondamente convinto che nessuno deve limitarsi a “coltivare il proprio orticello”».
A salutarlo erano ovviamente presenti gli otto sostituti procuratori che rappresentano da oggi la sua squadra di lavoro.