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Asti, ad appena sei mesi dalla denuncia 22enne condannato per i maltrattamenti alla ex fidanzata

Era stato arrestato dalla polizia nel novembre dello scorso anno, a pochi giorni dalla denuncia. Condannato a 6 anni di reclusione

Arrestato dalla polizia nel novembre scorso

Si era rivolta alla polizia nello scorso mese di novembre, decisa a raccontare i soprusi e le prevaricazioni subite da parte del fidanzato in oltre un anno di una dolorosa relazione affettiva. In appena sei mesi è arrivata la condanna per quell’uomo, mentre l’arresto da parte della polizia era arrivato a pochi giorni dalla denuncia. Protagonista di una vicenda fatta di minacce e violenza fisica e verbale è stata una giovanissima ragazza. E il suo ex, astigiano, condannato dal Tribunale di Asti, ha appena 22 anni. Quando la giovane ha trovato la forza di denunciare le violenze a cui era sottoposta, i poliziotti della Squadra mobile della Questura di Asti, come previsto dalla recente innovazione normativa in materia di “Codice rosso”, hanno dato immediata notizia alla Procura della Repubblica dando corso, sotto le direttive del pubblico ministero incaricato del procedimento, ad un’ampia attività di indagine che, in tempi rapidissimi, ha consentito l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del Gip. Il ragazzo era stato subito arrestato e ieri, giovedì, la pronuncia della sentenza di condanna: 6 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato degli 8 anni chiesti dal pm Fiz. «La pronuncia della sentenza di condanna nel giro di appena sei mesi significa per la giovane vittima un futuro nuovo, la libertà riacquistata, la fiducia nelle istituzioni. Il suo ringraziamento emozionato è di auspicio a tutte le vittime fragili che si trovano in quella situazione e che troveranno accoglienza in qualsiasi momento si sentiranno di varcare la soglia della Questura – sottolineano dagli uffici della Questura cittadina – Un tempo così rapido dal momento in cui si è trovato il coraggio di denunciare a quello della sentenza di condanna è reso possibile dalla determinazione della vittima ad entrare negli Uffici della Polizia, perché sente che è arrivato il momento di dire stop al proprio aguzzino, che non può più essere perdonato né creduto. E in Questura trova accoglienza, scioglie le proprie sofferenze davanti al personale della Divisione Polizia Anticrimine, si confronta, chiede quali sono le strade che la attendono e per la prima volta prende in mano la propria vita e decide di cambiarla e rinunciare per sempre a quell’uomo che non l’ha rispettata né amata, ma solo comandata e svilita».

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