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Asti, ad un processo per violenza sessuale i giudici dettano la sentenza prima dell’arringa difensiva

I tre giudici del collegio hanno condannato l'imputato ma il suo avvocato non aveva ancora concluso il processo. Duri commenti della Camera Penale

Uno “scivolone” di tre giudici

Interviene con parole durissime la Camera Penale del Piemonte su un episodio accaduto al Tribunale di Asti due giorni fa.
In composizione collegiale i tre giudici (presidente Amerio, a latere Beconi e Bertolino) chiamati per decidere su un delicatissimo processo di violenza sessuale del padre sulla figlia sono usciti con la sentenza (piuttosto pesante perchè prevedeva 11 anni al padre e 5 anni alla moglie accusata di concorso) senza che avesse parlato l’avvocato difensore dell’uomo. Nella precedente udienza avevano già discusso il pm, l’avvocato di parte civile che rappresentava la figlia e il difensore della coimputata. Poi l’udienza era stata rinviata per sentire la discussione del difensore del principale imputato e la sentenza.
Alla ripresa del processo lo “scivolone” con la lettura della sentenza del presidente del collegio  prima dell’arringa difensiva.

Sentenza strappata in aula

«L’avvocato che avrebbe dovuto prendere la parola in difesa del proprio assistito (in quell’istante non più imputato in attesa di giudizio bensì già condannato) segnala al Presidente l’”anomalia” – si legge nel comunicato della Camera Penale – A tal punto il Presidente “straccia” (materialmente) il foglio sul quale era stato scritto il dispositivo appena letto e invita l’avvocato a concludere. A fronte delle perplessità manifestate dal difensore di illustrare e formulare le proprie conclusioni ad un Tribunale che ha già deciso per la condanna, il collegio si ritira in camera di consiglio e quando rientra in aula dichiara di astenersi».

Il presidente del tribunale: «Sto ricostruendo l’accaduto»

Su questo fatto il presidente del tribunale Giancarlo Girolami è stato molto chiaro: «Sto raccogliendo tutti i dettagli possibili di quanto avvenuto in aula – ha detto – e solo dopo sarò in grado di commentare e di fare delle valutazioni».

«Dopo la giustizia senza tempo ora anche quella senza avvocato»

La gravità di una sentenza dettata prima che intervenisse la difesa dell’imputato rimane al centro del duro comunicato della Camera Penale. «Questi fatti meritano un doveroso e serio approfondimento nelle competenti sedi ma sin d’ora ci consegnano la fotografia dello stato della giustizia nel nostro Paese. Non bastava la giustizia “senza tempo” (facendo un chiaro riferimento all’entrata in vigore dell’abolizione della prescrizione dal primo gennaio 2020 n.d.r.); con l’episodio accaduto presso il Tribunale di Asti si esperimenta anche la giustizia “senza avvocato”: manifestazione abnorme- conclude la nota – di un clima che quotidianamente serpeggia negli ambienti giudiziari; il desiderio di sbarazzarsi dell’avvocato inutile “orpello” fastidioso che impedisce e rallenta il magistrato nell’esercizio del suo potere».

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