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Cronaca
Procura della Repubblica

Asti, complice identificato un anno dopo grazie al DNA trovato nella scarpa persa nella fuga

In quattro sulla Mini “wrappata” erano stati inseguiti dai carabinieri

Ci è voluto un anno esatto e un’indagine meticolosa che si è affidata alla scienza, ma alla fine è stato identificato il quarto complice che a dicembre del 2021 si trovava sulla Mini Cooper che aveva speronato un’auto dei carabinieri tentando la fuga dopo un furto a Viarigi.
Su quell’auto fermata sulla strada per Refrancore al termine dell’inseguimento iniziato in corso Alessandria dove era avvenuto lo speronamento dell’auto dei carabinieri, viaggiavano in quattro.
Quando la Mini si è fermata in una stradina sterrata per consentire ai suoi occupanti di darsi alla fuga, solo uno di loro era riuscito a dileguarsi nelle campagne mentre gli altri tre erano stati bloccati dai carabinieri che non li avevano persi di vista.
Il fuggiasco, però, mentre scappava, aveva perso una scarpa; quella stessa scarpa è diventata la prova che, un anno dopo, lo ha incastrato e lo ha portato in carcere.
Le pattuglie di carabinieri sul posto avevano recuperato la calzatura e, su indicazione del pm Laura Deodato che aveva seguito il caso, l’avevano inviata al loro reparto scientifico, il Ris di Parma.
La scarpa aveva generosamente fornito il DNA della persona che la indossava da tempo e che è risultato essere Alessandro Deglaudi, parente di Giuseppe, uno dei tre arrestati vicino alla Mini bloccata nella strada sterrata.
Appena ricevuto gli esiti del DNA, il pm Deodato ha chiesto ed ottenuto anche per Alessandro Deglaudi, difeso dall’avvocato Denise Laforè,  la misura della custodia cautelare in carcere che ha retto anche al ricorso presso il Tribunale della Libertà.
Si chiude, con il suo arresto, l’identificazione dell’equipaggio che viaggiava sulla Mini: con lui
Giuseppe Deglaudi e Pietro Vinotti i quali, insieme a Romina Vinotti, sono già stati processati in primo grado, in rito abbreviato.
I due uomini sono stati condannati a 3 anni e mezzo di reclusione mentre la donna a 2 anni e 4 mesi. Per tutti l’accusa erea di furto di alcuni barattoli da una dispensa di una cantina di Viarigi avvenuta poco prima di essere inseguiti dai carabinieri. Ma a pesare molto sulla pena finale è stata l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale che è la traduzione in reato dello speronamento della radiomobile e la fuga a folle velocità fra le stradine di campagna.
Fra le cose che aveva maggiormente suscitato la curiosità dei lettori, all’epoca dell’arresto, il fatto che la Mini Cooper sulla quale viaggiavano non solo montasse una targa falsa, ma fose anche ricoperta da una vernice che cambiava il reale colore dell’auto da blu a verde per confondere le telecamere di sorveglianza.
Si trattava di un trucco di “wrapping” che consiste nell’applicazione di speciali pellicole adesive alla carrozzeria.

(Foto di repertorio)

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