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Cronaca
Guardia di Finanza

Asti, finta esportazione di petrolio per truffare le dogane: 6 arresti

Facevano figurare il passaggio del combustibile nel “corridoio di Neum” per non dover produrre le bollette doganali

Si è chiusa l’operazione della Guardia di Finanza chiamata “Petrolio fantasma” con l’esecuzione di 4 arresti in carcere, 3 ai domiciliari e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Fiz della Procura di Asti che ha interessato però anche altre parti d’Italia come Liguria, Lazio, Abruzzo, Campania e Calabria.

Di Asti era il broker che, insieme ad imprenditori di altre regioni, aveva messo in piedi un sistema di finte esportazioni di gasolio per aggirare le dogane e rivendere il prodotto sul territorio italiano, a prezzo scontato e in piena concorrenza sleale.

Così spiega la Guardia di Finanza il “trucco” per evadere l’imposta: «Il contrabbando del prodotto petrolifero veniva realizzato mediante la costituzione di una società a responsabilità limitata fittizia (una cosiddetta cartiera) utilizzata quale formale destinataria di prodotto petrolifero di proprietà di una società ubicata negli Emirati Arabi Uniti e stoccato presso il deposito doganale di Vado Ligure, in provincia di Savona. La stessa società provvedeva alla falsa esportazione presentando allo spedizioniere apposita documentazione che attestava la cessione via terra transitando dalla Croazia ad una società albanese, anch’essa inesistente, del prodotto estratto dal deposito doganale di Vado Ligure.

L’operazione doganale – prosegue la nota stampa della Finanza – veniva chiusa tramite l’invio allo spedizioniere di documentazione artefatta la quale attestava la destinazione in Albania passando dal “corridoio di Neum”, una striscia di terra lunga 9 km, territorio della Repubblica di Bosnia Erzegovina che separa in due parti il territorio della Croazia. Territorio che, per la particolare conformazione geografica e politica prevede peculiari procedure semplificate».

Come si completava l’operazione truffaldina?

«L’organizzazione criminale, per chiudere formalmente la bolletta doganale all’esportazione – spiegano ancora dalla Finanza – non potendo presentare documenti attestanti l’effettiva uscita dal territorio europeo del gasolio per autotrazione con visto rilasciato delle autorità doganali croate, ha dichiarato che il prodotto petrolifero è transitato nel territorio di Neum senza essere stato oggetto di controlli doganali in uscita, consentendo così la definizione della procedura doganale».

Oltre alle misure cautelari, sono stati sequestrati 3 tir con rimorchio e cisterne oltre a quote societarie e un’auto per 180 mila euro, importo pari all’accisa e all’Iva evase nel corso di 6 spedizioni di prodotto.

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