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Cronaca
Procura della Repubblica

Asti, il direttore generale Boraso indagato per una truffa all’Asl su un danneggiamento alla sua auto e un week end in Liguria

Gli è stato notificato l’avviso di conclusione indagini nei giorni scorsi

Arrivano altri guai giudiziari per Flavio Boraso, il direttore generale dell’Asl di Asti.

Nei giorni scorsi, la Procura della Repubblica di Asti gli ha notificato il provvedimento di conclusione indagini in relazione all’accusa di truffa che riguarda due distinti episodi risalenti alla primavera di quest’anno.

Il primo riguarda un danno pagato dall’Asl di Asti per  oltre 4 mila euro riguardante  l’autovettura in uso al direttore, una Jaguar E-Pace.

Flavio Boraso, nel maggio di quest’anno, si era recato dai carabinieri di Asti per denunciare l’avvenuto danneggiamento ad opera di ignoti   avvenuto mentre l’automobile era parcheggiata, per ragioni di servizio, presso la Casa della Salute di Canelli. Il   dirigente aveva denunciato che si era verificato fra le 10 e mezzogiorno del 9  febbraio.

La Procura invece gli contesta di aver dichiarato e denunciato il falso perché quello stesso giorno, il 9 febbraio, intorno alle 11,15, lo stesso Boraso, alla guida della Jaguar, è stato visto entrare nel cortile della direzione Asl di Asti strisciando l’auto contro il cancello e il muro provocando danni anche alla fotocellula e, di conseguenza, anche alla vettura.

Ma c’è anche un altro episodio che la Procura contesta in questo atto di chiusura indagini. Si tratta di un rimborso di circa 160 euro che Boraso aveva chiesto all’Asl in riferimento ad un conto per pedaggi autostradali, carburante e parte di vitto e alloggio per un viaggio compiuto a marzo a  Rapallo, Santa Margherita Ligure e Recco asseritamente per ragioni di servizio. In realtà le indagini avrebbero rivelato che si trattava di un viaggio di piacere, contrariamente a quanto da lui dichiarato. Questa cifra, nonostante sia stata richiesta dal direttore in rimborso, non è mai stata  liquidata perché non ha mai prodotto all’ufficio contabile la documentazione richiesta per attestare che si trattava di una “missione” per ragioni connesse al suo ruolo di direttore generale dell’Asl.

Su queste ultime accuse, il direttore Boraso non rilascia commenti sul merito riferendo solo che, insieme ai suoi avvocati, sta prendendo visione del provvedimento di chiusura indagini  e degli atti allegati per dimostrare compiutamente la sua estraneità alle accuse.

Solo due mesi fa, sempre Boraso era stato raggiunto da un altro avviso di conclusione indagini relative ad accuse per fatti che risalgono al periodo in  era direttore dell’Asl To3.

La prima riguarda l’assegnazione dell’incarico di primario di Radiologia dell’Asl To4 alla sua compagna, Francesca Bisanti, anch’essa indagata. Con loro è indagato anche il direttore sanitario della stessa ASL, Mario Traina per il ruolo ricoperto nel favorire la dottoressa legata a Boraso per l’ottenimento del primo posto in graduatoria.

Il secondo filone è invece riferito ad un bando da 57 milioni di euro per forniture di apparecchiature medicali in molte strutture sanitarie piemontesi; con Boraso è indagato l’amministratore delegato di Althea, la società fornitrice che avrebbe, secondo le accuse, ricompensato l’attenzione del manager pubblico con un incarico, sempre alla compagna, di radiologa in un Centro Radiologico Polispecialistico collegato alla società.

Anche per questa indagine torinese, il manager ha dichiarato di poter dimostrare pienamente la bontà del suo operato.

 

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