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Asti, il giudice Elisabetta Chinaglia eletta consigliere del Csm

In carica fino al 2022 va a prendere il posto di un consigliere che ha dato le dimissioni dopo il "caso Palamara"

Presidente della sezione penale

Era la notizia del giorno, oggi, al Tribunale di Asti: il giudice Elisabetta Chinaglia, presidente della sezione penale è stata eletta consigliere del Consiglio Superiore di Magistratura.

Il giudice astigiano ha ottenuto 2362 voti alle elezioni suppletive che le hanno consentito di prevalere sugli altri due candidati in corsa, Pasquale Grasso e Silvia Corinaldesi.

La dottoressa Chinaglia prende il posto di Paolo Criscuoli, consigliere che si era dimesso dopo il caos seguito alle intercettazioni di Luca Palamara. In totale furono cinque i consiglieri del Csm che scelsero la via delle dimissioni dopo l’inchiesta della Procura di Perugia.

Elisabetta Chinaglia è in magistratura dal 1990, ha famiglia e due figli e ha sempre svolto funzioni giudiziarie prima inquirenti e poi giudicanti. Dal 2016 è presidente della sezione penale del Tribunale di Asti che conta 21 giudici.

Nella giornata di oggi ha provveduto al rinvio dei processi a lei assegnati, perchè l’elezione al Csm comporta l’immediato “fuori ruolo” giudicante. Saranno nuovi giudici a portare a sentenza i suoi processi.

Solo lunedì scorso aveva sentenziato l’assoluzione nel seguito processo sul doping al Palio di Asti del 2014 mentre c’è attesa per conoscere la sorte del complesso processo per infiltrazioni ‘ndranghetiste fra Costigliole e Asti che aveva nella dottoressa Chinaglia il presidente del Collegio giudicante. Martedì è prevista una nuova udienza e si conoscerà la nuova composizione del collegio.

Nell’intervento di presentazione della sua candidatura, Elisabetta Chinaglia ha parlato della grande responsabilità dei consiglieri «perchè la sfida del Csm di oggi è ridare credibilità all’autogoverno e con esso all’intera magistratura. La questione morale – ha dichiarato la dottoressa Chinaglia – è il primo punto sul quale dobbiamo essere fermi».

 

 

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