5745879_2325_usura
Cronaca
Tribunale

Asti, il pm chiede pesanti condanne al processo per usura

Fino a 14 anni per gli imputati che avrebbero fatto prestiti con interessi astronomici

Sono giunte richieste di condanne pesanti al termine della requisitoria fiume che ha impegnato oggi il pm Davide Greco nelle fasi conclusive del processo di usura ai danni di un’intera famiglia albanese.

In aula il pm ha tirato le fila di un processo delicato che si è sviluppato su molte udienze ravvicinate nel corso delle quali via via hanno riconquistato la libertà tutti gli imputati detenuti tranne uno.

Nella sua requisitoria, il pm ha anche messo in “ordine” quella girandola di cifre da capogiro che la principale accusatrice, parte offesa, ha fatto durante una lunga e sofferta deposizione. Prestiti da 10 mila euro con interessi mensili di 3 mila fino alla restituzione di capitale; di 20 mila con interessi di 6 mila euro al mese; di 30 mila con interessi di 9 mila euro al mese. E quando non si poteva pagare con contanti e assegni, allora si davano auto e immobili in cambio. E quando nemmeno così riuscivano a tacitare i creditori, allora si rivolgevano ad altri usurai accendendo altri prestiti per “tamponare” i primi.

Il pm ha difeso con grande forza l’attendibilità della parte offesa nella sua denuncia prevenendo gli attacchi della difesa. L’intera famiglia che chiedeva prestiti, infatti, aveva ereditato in due occasioni un patrimonio complessivo che superava i 3 milioni di euro ma tutti i componenti erano dediti al gioco d’azzardo e per una delle eredità ricevute era in piedi un processo per circonvenzione di incapace. «Non siamo qui per giudicare le condotte morali delle persone – ha detto il pm – ma per guardare ai fatti e il ricorso a prestiti da parte di questa famiglia era dettato dalla loro ludopatia e dall’abitudine a cedere ai vizi». Arrivando a definire quel gruppo famigliare la “vittima perfetta” per gli usurai. Di usura sono accusati gli imputati, tutti amici fraterni cui soprattutto i due figli della famiglia, avevano chiesto in più occasioni dei prestiti.

La credibilità della figlia, colei che per prima ha sporto denuncia e che ha ricostruito in aula il loro “inferno” in mano agli usurai, non sarebbe in discussione, secondo la pubblica accusa, anche perché non ha subito denunciato quelli che ora sono sotto processo, ma lo ha fatto solo dopo le insistenti domande della polizia intervenuta quando la donna era stata raggiunta da alcuni colpi di pistola mentre passava in auto in Strada Fortino. Solo allora, impaurita, è crollata e ha anche fatto sentire in viva voce una telefonata da parte di una delle imputate che le chiedeva di restituire dei soldi.

Particolarmente argomentato il passaggio della requisitoria in cui il pm ricorda come padre e figlio Lo Porto, dal carcere, avevano fatto telefonate ai testimoni a loro difesa con dei cellulari introdotti illegalmente nelle celle. Confrontando le trascrizioni delle intercettazioni e le deposizioni poi rese in aula, il pm ha già annunciato che almeno tre di questi testi saranno denunciati per falsa testimonianza.

Per il pm Greco, affiancato in aula per buona parte della requisitoria dal Procuratore Capo dottor Alberto Perduca, tutti gli imputati sono colpevoli.

La pena più pesante è stata chiesta per Emanuele Lo Porto (14 anni e 4 mesi) mentre 8 anni e 11 mesi chiesti per la moglie Antonietta Cestari e 7 anni e 7 mesi per il figlio Riccardo. L’altra famiglia coinvolta è quella Olivieri: richiesta di 3 anni per Renato e Manuele, padre e figlio e 3 anni e 6 mesi per Rosa Vinotti moglie di Renato e madre di Manuele.

Condanna pesante chiesta anche per un connazionale della famiglia parte offesa: Kreshnik Nikolly, 9 anni e 10 mesi.

Infine 3 anni chiesti per Luigi Cataldo e 1 anno e 4 mesi per Alfons Peraj.

 

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo

Per la tua pubblicità su
la nuova provincia

Agenzia Publiarco
chiama il n. 0141 593210
oppure invia una mail