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Cronaca
Asl e Questura

Asti, la Polizia ha riaperto il suo ufficio speciale al Pronto Soccorso

Torna il presidio dalle 8 alle 14 per il ritiro di referti di “interesse penale”

Firmata poco fa la convenzione fra il Questore di Asti Sebastiano Salvo e il direttore generale dell’Asl di Asti Flavio Boraso per la riapertura del posto di polizia ospedaliero dopo la sospensione durante il Covid.

Un ufficio che affaccia direttamente sul triage del Pronto Soccorso dove il vice ispettore di turno, Massimo Piazza, recupererà direttamente i referti che possono avere un interesse di tipo penale.

Si tratta prevalentemente di casi di Codice Rosso, ovvero maltrattamenti in famiglia, ma la giuridisizione è estesa a tutte quelle lesioni che possono dare adito ad un’azione di tipo penale.

«Asti era già un’eccellenza quando era stato istituito e torna ad esserlo – ha detto il questore – perchè non in tutti gli ospedali italiani è presente il presidio di polizia. Il ruolo del vice ispettore è quello di raccolta dei referti ma è ovvio che la sua sola presenza in divisa vale da deterrente per mantenere l’ordine insieme all’attività della guardia giurata privata. Ed è altrettanto ovvio che, in caso di necessità, può intervenire per ripristinare un clima di sicurezza».

Proprio il Questore, all’indomani della sparatoria davanti al parcheggio del Pronto Soccorso, aveva ipotizzato un presidio ospedaliero interforze così come già sperimentato in Liguria e oggi ha confermato di aver presentato il progetto al Prefetto per coinvolgere la Polizia Locale nella turnazione che potrebbe così coprire l’orario dalle 8 alle 20. Attualmente, infatti, il presidio è garantito dalle 8 alle 14.

Al posto di polizia ospedaliero si aggiunge la vigilanza privata e i passaggi delle pattuglie in servizio per “attenzionare” quello che è un luogo particolarmente a rischio per il tipo di utenza servita.

Da più parti è stato chiesto anche un potenziamento della vigilanza privata passando almeno da una a due guardie per turno.

«Al momento non è una soluzione allo studio – ha detto il direttore Boraso – perchè riteniamo che non si possano militarizzare le strutture sanitarie. Il nostro lavoro è offrire prestazioni sanitarie e su quelle dobbiamo concentrarci e far convergere le risorse. Serve un equilibrio e riteniamo che oggi, fra posto di polizia ospedaliero e una guardia per turno, sia raggiunto».

Mediamente, al giorno, sono 5-6 i referti di interesse penale che vengono presi in carico dalla Polizia a fronte di un passaggio medio che va dai 160 ai 170 passaggi giornalieri al Pronto Soccorso.

Un piccolo settore della “cittadella ospedaliera” che ogni giorno, fra personale, pazienti, utenti esterni e visite conta almeno 2 mila presenze.

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