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Storia e aree verdi

Asti, l’edera si sta mangiando le Antiche Mura

Giorno per giorno cadono mattoni a causa della forza della pianta infestante. Proposta dell’Anpi per risistemare il giardino pubblico più antico della città

E’ il giardino pubblico più antico di Asti e sorge sotto l’insediamento che ha originato la città, le Antiche Mura. Eppure, proprio quelle antiche mura, si stanno sgretolando senza pietà, a causa dell’incuria che da molto tempo ormai consente ad una persistente varietà di edera di avvolgerle ed eroderle, mattone dopo mattone.
La natura si sta riprendendo uno degli angoli verdi più belli e freschi della città, il Bosco dei Partigiani, all’angolo fra viale Partigiani e corso Dante.
Un accorato appello alla cittadinanza sullo stato delle Antiche Mura e, più in generale, del giardino, arriva dall’Anpi, per voce del suo presidente Paolo Monticone.
Alla cerimonia del 25 Aprile di domenica scorsa già aveva preannunciato che la sezione di Asti sta lavorando ad un progetto di intervento al polmone verde intitolato ai protagonisti della Resistenza.
E basta fare un giro al Bosco dei Partigiani con il presidente Monticone per capire a cosa si riferisce.
Se si parte dalla piazzetta davanti alla scuola elementare, si notano subito i tanti gradini ormai distrutti della scalinata che porta su ai vialetti verdi.
Vialetti che, ad ogni livello del giardino, sono rimasti senza protezioni; ancora ci sono i buschi in cemento in cui erano infilati i pali di legno delle palizzate oggi scomparse del tutto. E questo problema di sicurezza è una delle ragioni per le quali le famiglie con bambini piccoli o gli anziani non lo scelgono per le passeggiate.
Sempre in tema di sicurezza, all’ultimo “anello”, quello sotto le mura, continua ad essere accessibile a tutti il terrazzino incorniciato da due pilastri che si affaccia sul vuoto. Anche in questo caso basta un piede in fallo per cadere nella boscaglia sottostante.
Se rimaniamo ancora all’anello superiore, ad ogni passo si inciampa in uno dei mattoni delle antiche mura che vengono sistematicamente ed inesorabilmente scalzati dall’azione invasiva dell’edera che ormai le ricopre interamente. Vero che si tratta di bastioni molto spessi, ma ciò non basta a giustificarne questa lenta erosione. Una situazione nota al Comune che ha chiuso un tratto di percorso sotto le mura proprio a causa delle continue cadute di mattoni.
La cura scarseggia anche al livello intermedio, quello più frequentato.
Il piccolo circuito in cemento realizzato per consentire ai bimbi più piccoli di girare con tricicli e biciclettine è tutto sconnesso e pieno di buche. Poco più in là il campetto da pallacanestro è inutilizzabile. Realizzato dal consiglio di circoscrizione quando era presieduto da Maraschio e su idea dello stesso Monticone, sorge su un ex magazzino incendiato ma la pavimentazione è rovinata e qualcuno si è rubato il canestro.
«E’ un vero peccato che l’incuria si impadronisca di questo splendido giardino – commenta Monticone – Come Anpi stiamo elaborando un progetto che metta insieme tutte le “anime” cittadine che vogliano impegnarsi per risistemare sia la parte verde di questo angolo di città, sia salvaguardare la storia più profonda rappresentata dalle Antiche Mura. Prendersene cura significa restituirlo alla città e alle persone che qui trovano un’oasi verde».

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