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Cronaca
Infortunio

Asti, l’imbianchino morto nella caduta dal ponteggio doveva già essere in pensione

La sua tragica fine riaccende le richieste dell’associazione Diaspora per il riconoscimento degli anni lavorati fuori dall’Italia

La tragica morte di Hajri Lika, imbianchino di 66 anni di Tigliole avvenuta la scorsa settimana per una caduta da un ponteggio in corso Alessandria, verso Quarto,   ha rinfocolato le richieste dell’Associazione Diaspora che sta conducendo una battaglia legale affinchè vengano riconosciuti agli albanesi in Italia e agli italiani in Albania gli anni lavorati in precedenza nei loro Paesi per raggiungere l’età pensionabile.

«Quel nostro connazionale – scrive Giorgio Rubolino, presidente di Diaspora 91-19 – doveva essere già in pensione come tantissimi cittadini italiani che sono già in pensione pur avendo lavorato alcuni anni fuori Italia. Ma senza accordo, era obbligato a lavorare. DIASPORA 91-19 A.N.I.A.P. fa questo richiamo a tutte le autorità locali di sensibilizzare al massimo tutte le autorità centrali per arrivare al più presto possibile ad approvare la normativa che riconosce in modo figurativo gli anni lavorati fuori Italia. Cosa che metterà fine ad obbligare chi ha l’età avanzata di rischiare la vita per mantenere la famiglia».

Sulla vicenda interviene anche Silvano Uppo della Uilm Asti: «Serve una riforma delle norme pensionistiche che tolga i lavoratori dai cantieri dopo una certa età. Per lui è tardi ma dobbiamo lottare perché non accada più ad altri».

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