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Asti, l’occupazione dell’ex Mutua finisce con assoluzioni e prescrizioni

Il processo di Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado ad Asti ma l'Asl potrà comunque chiedere i danni alle famiglie occupanti

Gli assolti in Appello

A distanza di due anni dalla sentenza di colpevolezza dettata dal giudice Martinetto di Asti a carico di manifestanti e famiglie occupanti dell’ex Mutua, la Corte d’Appello di Torino ribalta le conclusioni (quasi del tutto).
Nei giorni scorsi, infatti, i giudici torinesi hanno mandato assolti i manifestanti appartenenti al Coordinamento Asti Est accusati di concorso nell’occupazione abusiva e condannati in primo grado a pene comprese fra i 20 e i 14 mesi: Samuele Gullino, Oreste Borra, Carlo Sottile, Mario Malandrone e Luca Squillia tutti difesi dagli avvocati La Matina e Caranzano. E’ passata la tesi secondo la quale l’adesione politica, ideologica e sociale ad uno strumento di protesta come l’occupazione abusiva di un edificio pubblico da parte di famiglie sotto sfratto, non può configurarsi come reato.

A chi ha “sfondato” l’Asl potrà chiedere il risarcimento danni

Reato che invece sussiste per le 12 famiglie che avevano fisicamente “sfondato”, traslocato lì le loro cose, risistemato alcuni ex ambulatori trasformandoli in alloggi e trasformato alcune aree dell’edificio di proprietà dell’Asl nella loro abitazione.
Ma per loro è intervenuta la prescrizione, dunque anche l’assoluzione per un processo che è andato oltre i limiti massimi consentiti dalla legge.
Prescrizione che, però, non li esime dalle richieste danni che possano arrivare dall’Asl, all’epoca proprietaria dell’edificio in disuso. Ad oggi, conferma l’avvocato La Matina, non è ancora pervenuta la quantificazione di questi danni.
Nel frattempo proseguono i lavori di totale riqualificazione di quel grande edificio nel centro storico della città. L’Asl, dopo molti anni di aste andate deserte, aveva trovato un acquirente in una società che intende trasformare l’ex Mutua in una casa di riposo per anziani.

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