Storie di ordinaria violenza domestica, arrestato un operaio 44enne pregiudicato
Cronaca
Tribunale

Asti, marito violento condannato a 5 anni

La donna dormiva con le scarpe ai piedi per poter fuggire in qualunque momento. I figli le facevano da guardia del corpo

Il suo coraggio è stato premiato da una sentenza esemplare che ha condannato il marito violento a 5 anni di reclusione e a versarle una prima provvisionale di 20 mila euro.
Si è chiuso in primo grado, con la sentenza dettata dal collegio presieduto dal dottor Dovesi con i giudici Dematteis e Bertelli Motta, una delle vicende di maltrattamenti più gravi che il tribunale di Asti si sia trovato di fronte.
La donna in aula ha fatto un lungo racconto di sevizie e di aggressioni, psicologiche e fisiche. Un uomo, il padre dei suoi figli, che la considerava una serva su cui sfogare le sue frustrazioni. Tantissimi gli episodi emersi durante la sofferta deposizione: dalle percosse fino ad abbatterla a terra per poterla trascinare per casa prendendola per i capelli alla distruzione sistematica di ogni suppellettile e arredo di casa. Un uomo che lavorava ma non manteneva la sua famiglia tanto che la moglie si arrabattava con piccoli lavori saltuari per sfamare i figli. Ragazzi che hanno vissuto il terrore della madre, pronti a difenderla, dormendo nel letto con lei per tentare di strapparla alla furia del padre. Lei che dormiva con le scarpe ai piedi per essere pronta a scappare in ogni momento. Anche di notte, come dimostrano i tanti accessi al Pronto Soccorso per contusioni, ferite e traumi. Pronto Soccorso che lei raggiungeva a piedi, non avendo né auto né patente. I figli vedevano, i vicini sentivano, gli amici sapevano, tanto che alcuni di loro le avevano dato le chiavi di casa in modo da consentirle di fuggire in caso di pericolo di vita.
Fra le deposizioni più agghiaccianti quella del figlio che ha raccontato come una sera il padre fosse stato più violento del solito e avesse picchiato la madre sferrandole un calcio al ventre. Togliendole il respiro. Il ragazzo, terrorizzato dall’idea che fosse morta ma capito che non riusciva a parlare, ha chiesto alla madre: «Se sei ancora viva, ti prego, alza la mano». Quando la donna ha seriamente temuto per la sua vita si è rivolta al centro antiviolenza L’Orecchio di Venere e poi si è affidata all’avvocato Arri per chiedere la condanna del marito violento, difeso dall’avvocato Mirate.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo