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Asti, nell’indagine della polizia lo spaccio in centro città della cocaina in arrivo dall’Albania

L'operazione della Squadra Mobile di Asti ha portato a 42 denunce e 24 misure cautelari. Interessate dallo spaccio anche la zona di Nizza e Canelli

“Fiori dell’Est”

Le zone dello spaccio erano quelle del centro della città: l’area di fronte alla stazione, piazza Campo del Palio e il chiosco che si trova in direzione dei giardini pubblici, piazza Roma, piazza Catena e la zona dell’ospedale cittadino. Scambi che avvenivano anche nelle ore del giorno. E che oltre alla città hanno riguardato per una parte anche la zona di Nizza, Canelli e Mombercelli. Questa mattina, in una conferenza stampa, il Questore di Asti Alessandra Faranda Cordella, con accanto il commissario Marco Primavera che dirige ora la Squadra Mobile, con il testimone ricevuto da Loris Petrillo, da pochi giorni in servizio a Torino ma che ha coordinato i 15 mesi di lavoro dell’operazione “Fiori dell’Est 2019”, ha presentato i dettagli dell’indagine che ha portato all’esecuzione di 24 misure cautelari e smantellato una rete di spaccio di cocaina che ha messo in luce anche episodi di violenza nei confronti di clienti che si trovavano in ritardo con i pagamenti delle dosi ricevute.

Lo spaccio nelle piazze astigiane

«Si è trattato di un’indagine complessa, che ha comportato molto lavoro e che ha messo in luce figure molto pericolose che operavano in città. Questa nuova operazione denota l’attenzione quotidiana che rivolgiamo alla nostra realtà e alla sicurezza», ha sottolineato il Questore. «È un’attività nata dalla piazza e, come spesso accade, da piccoli elementi si sale, in crescendo, per arrivare a delineare un quadro più grande – ha spiegato il commissario Primavera – Un anno di lavoro fatto di tanti sacrifici, attraverso pedinamenti, servizi di osservazione in cui sono state filmate e documentate varie cessioni di droga, che avvenivano in zone quali piazza Campo del Palio, piazza Catena, piazza Roma, la piazza della stazione e la zona dell’ospedale. Siamo riusciti ad arrivare a capire i frequenti viaggi in Albania per stabilire i contatti necessari per il rifornimento di droga e ricostruire così la rete dello spaccio in città e nella zona di Nizza, Canelli e Mombercelli, perché lì sono insediati alcune delle persone coinvolte, gestita da due gruppi di famiglie albanesi, radicati nell’Astigiano fin dagli anni ’91, ’98 e ’99 e già alla seconda e terza generazione».

La conferenza stampa tenuta questa mattina dal Questore di Asti Alessandra Faranda Cordella con accanto il Dirigente dell’Anticrimine Daniela Campasso e il coordinatore della Squadra Mobile Marco Primavera

24 misure cautelari

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Complessivamente sono 42 le persone denunciate e questa mattina sono stati eseguiti i provvedimenti delle misure cautelari nei confronti di 24 persone richiesti al Gip dalla Procura della Repubblica di Asti: di queste sono 13 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 con sottoposizione agli arresti domiciliari e 7 con obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Un’operazione partita all’alba che ha visto l’impegno di 120 uomini e 6 cani delle unità cinofile con la Squadra Mobile di Asti coadiuvata da colleghi piemontesi e delle Squadre Mobili di Genova e Pavia, oltre che dal Reparto Prevenzione Crimine di Torino e dalle Unità Cinofile della Polizia di Stato. Gli arrestati hanno tra i 22 e i 50 anni. Il Questore ha inoltre annunciato che si lavorerà ad un provvedimento di chiusura per il chiosco di piazza Campo del Palio: «Era quello uno dei punti dello spaccio di cocaina e dunque per il chiosco, di proprietà di un albanese, si prenderà un provvedimento di tipo amministrativo».

Sequestrate tre auto e un appartamento

L’operazione “Fiori dell’Est 2019”, il cui appellativo richiama il soprannome “Fiore” con cui venivano chiamate alcune delle persone coinvolte, ha comportato anche numerose le perquisizioni, accompagnate dal sequestro di tre auto di grossa cilindrata (una Bmw, un Mercedes e una Fiat) e di un lussuoso appartamento in un palazzo storico della zona della stazione ferroviaria di proprietà di una delle famiglie di albanesi. «Sequestri motivati dal fatto che le auto venivano impiegate per l’attività di spaccio, mentre l’appartamento si ritiene acquistato attraverso i proventi dell’attività illecita», ha evidenziato Primavera.

“Squadrette di picchiatori”

«Un aspetto che le indagini hanno messo in luce è la violenza che accompagnava le minacce nei confronti di chi era indietro nei pagamenti, anche di dosi che venivano offerte dagli spacciatori: vere e proprie “squadrette di picchiatori” si occupavano di chi aveva debiti, che potevano andare dai 500 ai 1.500 euro. In qualche caso i pestaggi hanno provocato anche fratture – ha aggiunto il commissario Primavera – Inoltre, alcune donne, tra i 30 e i 45 anni, ricevevano droga in cambio di prestazioni sessuali».

Dosi di crack

Altro aspetto venuto alla luce attraverso l’operazione della Squadra mobile astigiana è la trasformazione di cocaina nel pericolosissimo crack: «Casi per fortuna circoscritti, in considerazione dell’altissimo rischio per la salute dell’uso del crack: alcuni italiani acquistavano dosi di cocaina, dai 20 ai 30 grammi, per trasformarla in crack – ha spiegato Primavera – Casi che abbiamo rilevato nel sud astigiano e in particolare nella zona del Nicese».

(Foto Ago)

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