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Cronaca
Una lettrice segnala

Asti: «Oltre un anno per avere la valutazione DSA per mio figlio che deve prendere la patente»

Lo sfogo di una madre che si è trovata di fronte a disguidi e attese per ottenere una visita che consenta al figlio di dare l’esame con gli ausili

Una diagnosi di DSA (Disturbo specifico dell’Apprendimento) che si porta avanti fin dalla prima elementare ma che, subito riconosciuta e affrontata dagli insegnanti, gli ha consentito di fare tutto il suo percorso scolastico normalmente, con gli ausili e il sostegno necessario.
Ora il ragazzo ha 19 anni compiuti e sta completando il ciclo di scuola superiore con un notevole miglioramento delle sue capacità di studio e di apprendimento. E’ il risultato delle visite al Gaslini da piccolo, dei cicli di logopedia al Centro Ferrero e dei tanti anni di insegnante di sostegno che gli hanno consentito di superare questo suo ostacolo allo studio.
Ma manca ancora un tassello e rischia fortemente di non raggiungere l’obiettivo o di raggiungerlo molto in ritardo.
Il ragazzo, che non ci ha dato l’assenso a pubblicare il nome, vuol prendere la patente e si è iscritto a scuola guida, con ottimo profitto, anche in questo caso.
Vero che le sue capacità di apprendimento sono migliorate molto, ma in capo a lui è ancora attiva la diagnosi di DSA e un’assegnazione di legge 104, quella prevista per “accertare” la sussistenza di un handicap ed ottenere tutti gli ausili e i sostegni scolatici adeguati.
Una certificazione che, in caso di conseguimento di patente di guida, prevede la necessità di avere una relazione aggiornata di un neuropsichiatra che valuti il livello di DSA e, nel caso, disponga che per l’esame sia necessario l’utilizzo delle cuffie per una lettura a voce dei quiz e non scritta come capita a tutti gli altri.
La madre del ragazzo, dal settembre scorso, ha contattato più volte l’Asl di Asti presso il quale il figlio è in carico per il suo disturbo. Inizialmente con la neuropsichiatria infantile, dove è sempre stato in cura.
«Ho chiamato moltissime volte e solo dopo mesi sono riuscita a parlare con la dottoressa che normalmente seguiva mio figlio – racconta la donna – la quale mi ha detto che, essendo maggiorenne, il ragazzo deve essere visitato e trattato dai colleghi della neuropsichiatria per adulti. Ufficio accanto ma altro numero di telefono che ho di nuovo fatto per giorni fino ad arrivare all’appuntamento: 24 novembre prossimo. Dunque, fra medici mai trovati, disguidi per l’età e agende piene, passa oltre un anno prima che a mio figlio vengano fatti i test. Cui seguiranno altri giorni per la stesura e l’invio della relazione. Arriviamo sotto le feste natalizie e se ne parlerà ad inizio de prossimo anno. Possibile che per un caso come quello di mio figlio, seguito fin da quando aveva 6 anni, si debba aspettare così tanto per una visita?».

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