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Asti, per le morti da Covid sospette in Rsa eseguite 5 autopsie

Il lavoro della Procura di Asti a seguito di una decina di denunce per decessi in case di riposo

Il punto in Procura

Mentre si affaccia la possibilità di un nuovo giro di vite sulle restrizioni anti contagio, comprese quelle timide modalità di apertura alle visite degli anziani nelle case di riposo, in Procura si fa il punto della situazione sulle indagini parallele aperte in primavera proprio sulle tante morti avvenute nelle strutture RSA, trasformate in focolai di contagio.
Indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Paone al quale lavorano, come braccio operativo, i carabinieri del Nas e colleghi della polizia giudiziaria in forza alla Procura astigiana.

Arrivate dieci denunce

Una decina le denunce arrivate ai magistrati inquirenti: tutte da parte di figli e nipoti di anziani deceduti nelle case di riposo senza che fosse più stato possibile per loro vederli né malati, né deceduti.
Tutte queste persone, nei loro esposti, hanno illustrato alla Procura dei comportamenti e delle situazioni anomale che meritano degli approfondimenti.
E la Procura lo sta facendo, sia per dare risposte ai chi ha sporto denuncia ma anche per verificare eventuali responsabilità nelle RSA che hanno registrato maggiori incidenze di mortalità.

Le autopsie hanno confermato la morte da Covid

Nell’ambito di queste indagini non è stata disposta alcuna esumazione, ma sono invece state eseguite cinque autopsie. Tutte hanno confermato la morte per Covid dei defunti.
Ma se questo è stato scientificamente provato, molto più difficile è arrivare all’individuazione dell’esatto momento del contagio e dunque l’addebito di responsabilità nella catena di chi si era occupato degli anziani ospiti positivi.

La difficoltà di risalire la catena del contagio

In un momento di massima emergenza come quella attraversata la scorsa primavera nelle settimane in cui si sono registrati il maggior numero di decessi nelle case di riposo, la Procura deve districarsi fra gli obblighi imposti dai vari Decreti che si sono susseguiti ai comportamenti solo “consigliati” e non obbligatori, che spesso hanno fatto la differenza nella trasformazione di RSA in focolai di contagio.
Sulla vicenda viene mantenuto uno stretto riserbo, non si parla ancora di responsabilità precise da addebitare ma c’è attesa per i risultati di alcune consulenze scientifiche che sono state commissionate.

Daniela Peira

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