Asti prima in Piemonteper furti di identità
Cronaca

Asti prima in Piemonte
per furti di identità

Non avevamo bisogno di un altro primato negativo, invece le ricerche del Crif (l'oservatorio sui furti di identità e le frodi creditizie) ce lo hanno assegnato. La provincia di Asti, infatti, è

Non avevamo bisogno di un altro primato negativo, invece le ricerche del Crif (l'oservatorio sui furti di identità e le frodi creditizie) ce lo hanno assegnato. La provincia di Asti, infatti, è quella che in Piemonte ha registrato nel 2014 la crescita più consistente del numero di frodi rispetto all'anno precedente, con un segno positivo che sfiora il 9%. Parliamo di tutti quei casi in cui, attraverso il furto di identità con tecniche come phising o vishing e il successivo utilizzo illecito dei dati personasi e finanziari, i banditi ottengono credito o acquistano beni con la chiara intenzione di non pagare il bene o non rimborsare l'eventuale finanziamento ottenuto con garanzie di altri (a loro insaputa).

Ad Asti sono stati segnalati 84 casi sui 1353 complessivi registrati in Piemonte. Questi dati, unitamente all'ulteriore incremento dell'importo medio frodato, forniscono probabilmente solo una dimensione approssimata per difetto del fenomeno ma, al contempo, confermano l'inarrestabile trend di crescita di un crimine poco conosciuto e troppo spesso sottovalutato. «I nuovi trend del crimine informatico mostrano che, per compiere frodi e ricavare denaro in modo illecito, i criminali stanno diventando sempre più abili nel carpire le informazioni personali degli utenti ? commenta Beatrice Rubini, direttore della linea MisterCredit di CRIF – A questo riguardo, la cosiddetta ?Internet delle cose' porterà ancora maggiori possibilità per i professionisti delle truffe online, che potranno accedere a una crescente varietà di sistemi. È quindi necessario che le persone siano sempre più consapevoli del valore dei propri dati personali e attente alla diffusione degli stessi su Internet e sui social network, avvalendosi anche di adeguati strumenti per la protezione della propria identità digitale».

Su scala nazionale, l'analisi della distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia una sostanziale continuità rispetto al trend rilevato negli anni passati, con la maggioranza dei casi (pari al 62,4% del totale, per la precisione) a danno di uomini ma anche con la progressiva crescita dell'incidenza delle donne (+0,6% rispetto al 2013). Osservando la distribuzione delle frodi per classe di età, invece, emerge come sia stata quella tra i 41 e i 50 anni in cui si è rilevato il maggior numero di casi, con il 25,1% del totale.

d.p.

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