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Asti: rapina alla Banca d’Alba, la polizia arresta due catanesi

Da Asti a Catania la polizia ha tratto in arresto due giovani per la rapina avvenuta lo scorso novembre

La polizia arresta due giovani di Catania

Due arresti da parte della polizia di Asti a Catania, per la rapina alla filiale di corso Alfieri della Banca d’Alba avvenuta lo scorso 2 novembre. «Una cattura rocambolesca da parte della nostra Squadra mobile, insieme ai colleghi di Catania – ha annunciato il Questore Alessandra Faranda Cordella nella mattinata di venerdì, insieme al vice della Squadra mobile Marco Primavera, al Vicario della Questura Vittoria Rissone e al Capo di Gabinetto Stefano Ceveriati, per rendere noto l’intervento della polizia astigiana che si era svolto nella notte in Sicilia – La rapina avvenuta ad Asti nello scorso autunno fu un episodio che destò preoccupazione per le sue modalità: i due rapinatori, prima della fuga, avevano chiuso tutti i presenti all’interno di due uffici, privandoli dei telefoni cellulari».

Le indagini

Gli investigatori astigiani, coordinati sul posto dal Capo della Mobile di Asti Loris Petrillo, hanno arrestato nelle prime ore di venerdì scorso due giovani catanesi, Francesco Cristalli e Luciano Piacente, di 23 e 29 anni, , per “rapina aggravata e sequestro di persona”. «La rapina fu commessa da due uomini che portavano maschere sul volto e impugnavano dei cutter e fruttò la somma in contanti di 15.500 euro – ha spiegato il sostituto commissario Primavera – Erano davvero pochi gli elementi di partenza di cui disponevamo per le indagini e devo dire che sono stati sei mesi di lavoro davvero duri».
«Nel corso della rapina, uno dei due malviventi, imprudentemente, si era rivolto all’altro chiamandolo con un diminutivo e testimonianze ci avevano indicato che i due si esprimevano con un accento marcatamente catanese. Inoltre, l’auto usata per la rapina era una Fiat 500 X che presentava una serie di optional molto particolari – ha spiegato il commissario capo Loris Petrillo, con accanto il responsabile della sezione Antirapine Walter Palestro e il personale della Mobile – Abbiamo analizzato 7.800 vetture vendute in Piemonte e Sicilia, fino ad arrivare a Catania, dove era stata noleggiata l’auto, e al quartiere Picanello, dove abbiamo arrestato i due catanesi».

L’arresto in Sicilia

«Si tratta di un quartiere di non facile penetrazione, con strade strette e casa basse: abbiamo avuto l’ausilio della Squadra mobile di Catania e abbiamo fatto irruzione nelle abitazioni dei due, entrambe dotate di porte blindate e telecamere esterne – ha spiegato il Capo della Mobile – Uno dei due stava tentando di scappare attraverso una finestra aperta su un ballatoio, ma è stato bloccato. I due giovani, al loro primo arresto, farebbero rifermento alla famiglia Morabito, affiliata alla cosca dei Santapaola».
Il percorso che i due avrebbero effettuato è stato seguito anche attraverso il gps assicurativo di cui era dotata la vettura noleggiata: «Percorrendo l’Adriatica, sono arrivati ad Asti il 29 ottobre, giungendo in due momenti diversi ad un bed & breakfast dell’Astigiano. Sono ripartiti il 3 novembre e sono rientrati in Sicilia percorrendo questa volta la costa tirrenica – precisa il Capo della Mobile – Nel loro soggiorno astigiano hanno anche preso contatto con una prostituta. Uno dei due è stato riconosciuto come la persona presente nell’Astigiano in quel periodo. Contavano forse che le maschere in lattice fatte realizzare da un artigiano in Sicilia e il fatto che fossero sconosciuti qui ad Asti li avrebbero tenuti al sicuro. Stiamo svolgendo ulteriori verifiche in merito ad episodi analoghi alla rapina in corso Alfieri per valutare se ci siano collegamenti con gli arrestati».

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