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Asti, sei arresti per la truffa alle società in procedura prefallimentare

Sgominata un'organizzazione con sede nel centro Italia. Tutto partito dalla denuncia di una società in concordato preventivo di Bra

Operazione della Guardia di Finanza

E’ ancora in corso dall’alba di oggi una massiccia operazione antiriciclaggio attuata dal Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Asti che ha già portato all’arresto di 6 persone e a svariate perquisizioni nelle province di Napoli, Varese e Roma.

In manette sono finiti Concetta Cirillo, Mario Cicerone, Mario De Bonis, Pasquale Nicola Profiti, Mario Coletti, Alessandro Inzillo (l’unico raggiunto dal mandato di cattura mentre si trovava all’estero).

Frode, truffa finanziaria, riciclaggio

Alcuni di loro in passato erano già stati arrestati per associazione mafiosa e nell’operazione della Guardia di Finanza astigiana sono accusati di essere i componenti di un’organizzazione internazionale dedicata alla frode fiscale, alle truffe finanziarie e al riciclaggio.  A questo momento ammonta a circa mezzo milione di lire il valore di case, auto e conti bancari italiani ed esteri oggetto di un sequestro preventivo.

Anche se l’operazione riguarda persone che vivono in altre parti d’Italia e si allarga a conti esteri, tutto è partito da Asti, da una denuncia raccolta dal sostituto procuratore Laura Deodato nell’ambito di un procedimento fallimentare a carico di una società di Bra.

Tutto partito dalla Procura di Asti

Proprio i commissari giudiziali della società braidese in concordato preventivo all’atto dell’incasso di 10 assegni circolari per un totale di 500 mila euro emessi a suo tempo a disposizione della procedura da parte della società capogruppo a titolo di garanzia per il ricorso verso la procedura concordataria, hanno scoperto che gli assegni erano già stati incassati.

Società di comodo e conti all’estero

Le successive indagini coordinate dal pm Deodato, hanno consentito di accertare l’avvenuta falsificazione degli assegni sui quali era stato anche indicato un differente beneficiario di comodo: una società di capitali romana la quale, ottenuta la provvista, l’aveva interamente trasferita, mediante bonifici, a più riprese, in favore di varie società dell’est Europa da cui ritornava poi indietro in Italia, mediante alcuni passaggi societari,e movimentata a favore degli indagati i quali, in finale, ne ottenevano così la “ripulitura” attraverso la monetizzazione in contanti o il reinvestimento in immobili e società.

Un “trucco” che è stato messo a segno ai danni della società di Bra e di una di Ivrea, insinuandosi nella procedura concordataria prefallimentare.

Successivi accertamenti della Finanza avevano scoperto che queste attività di riciclaggio avveniva anche triangolando attraverso alcune società con sede in Repubblica Slovacca e in Bulgaria.

Vorticosa movimentazione finanziaria

Insomma, un vorticoso giro di denaro tra conti esteri ed italiani con movimentazioni finanziarie che passavano di società in società ma sempre tutto riconducibile agli arrestati.

Tante le ipotesi di reato che hanno portato all’operazione di stamattina: truffa ai danni dello Stato, illecito ricorso a finanziamenti garantiti dal Fondo Garanzia Medie e Piccole Imprese gestito dal Mediocredito Centrale, frode fiscale ed evasione di imposte per oltre 2 milioni di euro.

Ma l’indagine non è chiusa qua. Finanza e Procura di Asti stanno ancora analizzando i trasferimenti di soldi di provenienza illecita e non escludono ulteriori sviluppi anche rispetto a possibili collegamenti con la malavita organizzata.

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