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Asti, sequestrata una villa di lusso a famiglia di sinti

Il Questore di Torino dispone la misura preventiva ad alcuni appartenenti delle famiglie Bresciani e Cena. Il valore complessivo del sequestro è di 2 milioni di euro

Famiglie Bresciani e Cena

C’è anche una villa di lusso nell’Astigiano fra quelle sequestrate ad alcuni appartenenti delle famiglie Bresciani e Cena di origine sinti contro la quale stamattina il Questore di Torino ha applicato la misura di prevenzione patrimoniale in quanto il patrimonio posseduto non è giustificato da un’attività lecita ma, piuttosto, è fortemente probabile che sia il frutto di furti e truffe agli anziani così come risulta dalle indagini della Squadra Mobile.

Una carriera come “finti” tecnici

Padre di 60 anni, madre di 59 anni,  due figli di 38 e 32 anni e genero sono gravati da precedenti penali e di polizia molto importanti per reati contro il patrimonio. La famiglia vive nell’hinterland torinese (altre ville sono state sequestrate a Nichelino e Cambiano) ed è nota alle aule giudiziarie per una tecnica purtroppo molto diffusa fra i truffatori: si spacciano per impiegati di enti pubblici come Enel, Italgas e altri gestori noti oppure si presentano come pubblici ufficiali e carpiscono la fiducia delle anziane vittime che li fanno entrare in casa senza sapere che di lì a poco saranno derubati di tutti i loro risparmi e gioielli.

Già condannati per furti a Milano

Il padre, T. B., attualmente si trova agli arresti domiciliari già per scontare una pena del Gip di Milano per nove episodi di furti in casa commessi nel capoluogo lombardo. Complici per alcuni di questi episodi anche la moglie, A. C. e il genero, V. R. che hanno già scontato un periodo di detenzione.

Coinvolto anche F. B., figlio della coppia, attualmente ai domiciliari perché scoperto insieme ad altri due complici a Palmanova, in provincia di Udine, con oggetti in oro, pietre preziose, contanti e arnesi da scasso.

Il figlio minore è un ex calciatore

Il fratello, D. B., per alcuni anni calciatore professionista nelle serie minori, appena tre anni fa ha patteggiato per aver venduto circa 30 chili d’oro di provenienza illecita per poco meno di 1 milione di euro ed è stato coinvolto in altre inchieste sempre per il reato di ricettazione.

Da qui la richiesta del Questore di Torino di applicazione della misura di prevenzione che ha portato al sequestro di ville, terreni, partecipazioni societarie, attività commerciali e conti correnti per circa 2 milioni di euro.

Ville con uno sfoggio di lusso notevole e giardini ampi e ben curati; in uno confinata con un campo da calcetto privato.

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