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Asti, sequestrato un cantiere per ristrutturazione

Lavori già sospesi a marzo in una casa di corso Venezia ma i carabinieri ieri sono tornati e hanno trovato gli stessi ponteggi pericolosi e un muratore che lavorava sul tetto senza alcuna protezione

La casa nella zona di corso Venezia

Nonostante il cantiere di ristrutturazione di una casa  fosse già stato fermato dagli ispettori dello Spresal a marzo perché già allora erano state riscontrate gravi violazioni in tema di sicurezza sul lavoro, i lavori non si sono fermati.

E’ quanto hanno appurato i carabinieri forestali che ieri sono intervenuti in corso Venezia nella proprietà di una vecchia casa sottoposta a completa ristrutturazione.

Lavori già sospesi a marzo

A marzo lo Spresal aveva già sospeso i lavori perché i lavori si stavano eseguendo in spregio alle norme sulla sicurezza sui cantieri. Era, in particolare, il rifacimento del tetto che manifestava i rischi più alti per chi vi lavorava perché i muratori non avevano le attrezzature per prevenire le cadute e i ponteggi  erano a dir poco “artigianali”, insufficienti per dimensioni e tipologia a contenere eventuali infortuni.

Il muratore sorpreso dai carabinieri sul tetto

Muratore sul tetto senza protezioni

Ieri, sullo stesso cantiere, sono tornati i carabinieri forestali insieme ai colleghi dell’Ispettorato del Lavoro di Asti e la prima cosa che hanno visto era un muratore che stava lavorando sul tetto senza alcuna protezione.

Il quale, alla vista dei militari, ha anche tentato la fuga lanciandosi direttamente in strada e rischiando ulteriormente la sua incolumità.

Ponteggio “rudimentale” e pericoloso

Così come anche il ponteggio era lo stesso di marzo, insicuro e rischioso perché era stato tirato su in modo rudimentale con accesso al tetto attraverso semplici scale appoggiate alla facciata e in totale assenza di impianto elettrico da cantiere. Gravi carenze di sicurezza sono emerse anche dalla betoniera in pessime condizioni di manutenzione e di altri attrezzi da cantiere che sono stati tutti sequestrati insieme all’intera area interessata dai lavori di ristrutturazione.

Guai sia per il lavoratore trovato in cantiere, identificato e risultato irregolare, sia per il proprietario della casa denunciato per violazione in materia di tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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