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Asti, un avvocato ha il Covid, niente di fatto all’udienza Gorancho

Ieri mattina i fratelli accusati di aver sferrato la sprangata fatale e vedova e figlia della vittima si sono ritrovati in aula dopo molti mesi

Doveva essere l’udienza decisiva per il rinvio a giudizio dei fratelli Adrian e Valentin Betea per la morte di Georgiev Gorancho avvenuta nel gennaio dello scorso anno dopo quattro anni di agonia in un letto in stato vegetativo.

Ma ieri mattina, davanti al gip Di Naro si è tenuta un’udienza ancora interlocutoria a causa dell’assenza giustificata di un difensore perché positivo al Covid e per la richiesta di termini a difesa per la “redistribuzione” di alcune difese degli altri imputati.

Perché non è solo il caso di omicidio quello sul quale dovrà decidere il gip, ma anche sul processo parallelo per rissa, in cui sono imputati sempre i due Betea insieme al terzo fratello e ad altri cinque fra amici loro e quelli di  Gorancho. Rissa che aveva preceduto l’aggressione nella quale Gorancho ebbe decisamente la peggio.

Per la prima volta in aula si sono reincontrati i Betea, scarcerati un mese fa, con la moglie e una figlia di Gorancho, costituite parte civile con gli avvocati Bona ed Alfano.

Hanno accuratamente evitato di guardarsi e di incrociare i loro passi, preferendo entrare ed uscire in tempi diversi per non avvicinarsi troppo.

Mentre i Betea si sono nel frattempo trasferiti, la vedova Gorancho insieme ai quattro figli vive ancora in quella stessa palazzina di Castiglione Tinella che vide ripetuti episodi di scontri per un difficile vicinato.

Nell’udienza di ieri era prevista la riunione dei due processi per omicidio e rissa ma tutto è slittato agli inizi di maggio.

I difensori dei Betea, avvocati Abate Zaro e Saraniti hanno però depositato delle indagini difensive consistenti nella raccolta di alcune testimonianze fra le quali quella di una persona che ha assistito alla rissa dal balcone di casa.

Testimonianze che andranno ad aggiungersi a quelle già raccolte nel precedente processo per l’allora tentato omicidio e ai video girati con i cellulari da alcuni presenti a quella maledetta Pasquetta.

All’udienza di maggio è prevista la discussione dell’udienza preliminare che sarà aperta dal pm Greco.

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