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Asti: uno dei veterinari indagati è consigliere comunale di maggioranza

Si tratta di Gianbattista Filippone. Con lui è indagato il padre, Gianstefano, per anni dirigente dell'Asl. Quest'ultimo è accusato di aver sottratto farmaci

Accusato di ricettazione

Due noti veterinari astigiani, Gianstefano e Gianbattista Filippone, padre e figlio, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Asti: il padre  per aver sottratto farmaci, arredi a attrezzature veterinarie dagli uffici dell’Asl di Asti dove ha prestato lavoro come dirigente fino ad un anno e mezzo fa e averli passati al figlio che li ha utilizzati all’interno della sua clinica veterinaria privata.

Accuse gravissime, non tanto e non solo per il valore insito di quanto sottratto, ma per l’ombra che getta su due medici molto conosciuti e impegnati in città.

Molto noti in città

Gianstefano è stato per anni un punto di riferimento del sevizio veterinario dell’Asl di Asti, dirigente dell’Area A fino al suo pensionamento avvenuto poco più di un anno fa. E’ molto conosciuto anche nell’ambito paliofilo per i suoi incarichi, negli anni passati, all’interno della Commissione Veterinaria del Palio di Asti. Incarico che oggi è ricoperto dal figlio, Gianbattista il quale, inoltre, è anche consigliere di maggioranza del Comune di Asti, eletto nelle fila della Lista “Rasero Sindaco”.

A lavorare a questa indagine i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Alessandria, Asti e Cuneo guidati dal tenente colonnello Biagio Carillo su coordinamento del pm Laura Deodato.

Le misure cautelari

Dopo mesi di indagine e verifiche, ieri mattina sono state notificate le due misure cautelari: al padre, Gianstefano, l’obbligo di dimora nel Comune di Asti e l’obbligo di firma tre volte la settimana dai carabinieri di riferimento; al figlio Gianbattista l’obbligo di firma trisettimanale in caserma.

Anche un fucile per sparare narcotici

Secondo prime indiscrezioni, almeno fin dal 2009 il padre, allora dirigente del Servizio Veterinario, avrebbe sottratto grandi quantitativi di farmaci ad uso veterinario portati poi nella clinica del figlio. Ma non solo: durante le perquisizioni che si sono tenute ieri mattina contestualmente alla notifica delle misure cautelari, nella clinica sono stati ritrovati, insieme ai farmaci chiaramente di proprietà dell’Asl (riconosciuti attraverso etichette particoalri) anche degli arredi, sempre sottratti dagli uffici del Servizio Veterinario e addirittura un fucile per la telenarcosi, ovvero quelli utilizzati per “sparare” siringhe di narcotici ad animali in fuga.

Annunciato ricorso al Tribunale della Libertà

«Il mio assistito è  a completa disposizione dell’autorità giudiziaria – ha commentato il legale di Gianstefano Filippone, l’avvocato Aldo Mirate – Certamente ricorreremo al Tribunale del Riesame perchè riteniamo che quelle applicate siano delle misure cautelari improprie: non esiste alcun pericolo di fuga, nè di inquinamento delle prove e neppure di reiterazione del reato, visto che il dottor Gianstefano Filippone è in pensione da oltre un anno». Il figlio, Gianbattista, è invece assistito dall’avvocato Alberto Bazzano, ieri mattina presente a tutte le operazioni di notifica e sequestro.

Interviene l’Asl

Sulla vicenda, in una nota stampa, interviene l’Asl di Asti, presso la quale Filippone padre ha lavorato fino a un anno e mezzo fa. L’Asl  «ringrazia la Magistratura che ha fatto chiarezza su questa vicenda. L’Asl di Asti ha collaborato attivamente con gli organi di polizia giudiziaria all’avvio delle indagini mettendo a disposizione atti, documenti ed informazioni per fare trasparenza sui fatti.
L’Asl di Asti metterà comunque in atto tutte le iniziative a tutela degli interessi dell’Azienda e del Servizio Sanitario Regionale anche per la salvaguardia dell’immagine dell’Azienda stessa e di tutti gli operatori che quotidianamente si adoperano con impegno e professionalità in un’area importante quale quella della sanità pubblica animale e umana».

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