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Cronaca
Polizia

Asti, vanno all’esame di teoria della patente con la microcamera per farsi suggerire le risposte: denunciati

Denunciati due giovani uomini dalla Polizia. Tutti i casi dei “furbetti” della patente degli ultimi due anni

Ancora una volta due candidati per il conseguimento della patente di guida scelgono le “vie brevi” per passare l’esame senza aver studiato abbastanza.

E’ successo alla Motorizzazione di Asti dove, nell’ultima sessione di teoria, una esaminatrice si è accorta che due giovani uomini erano particolarmente agitati ed avevano un atteggiamento molto sospetto.

Uno di loro, in particolare, stava bisbigliando e, in risposta, l’esaminatrice aveva udito una voce metallica che proveniva da qualcosa che l’uomo indossava.

Ha chiesto l’intervento della Polizia e ha riferito i suoi sospetti agli agenti di Volanti subito intervenuti.

Gli agenti hanno individuato il primo sospettato e lo hanno accuratamente perquisito. I sospetti dell’esaminatrice erano fondati: nel cappuccio della felpa era nascosta una piccola videocamera con microfono connessa ad una sim card che consentiva la connessione ad internet per ottenere le risposte esatte ai quiz.

Poco più di un’ora dopo, stessa scena con un altro candidato, anche lui molto sospetto. In questo caso, gli agenti di Volante hanno trovato un cellulare cucito sulla felpa collegato ad un auricolare con microfono.

I dispositivi sono stati sequestrati e i due candidati denunciati per tentata truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.

Non è la prima volta che alla Motorizzazione viene chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per scoprire i “furbetti” della patente.

Non più tardi dell’agosto scorso, un altro candidato, durante l’esame scritto, aveva nascosto sotto la maglietta uno smartphone e, attraverso un buco nella maglietta stessa, ascoltava le risposte esatte al test. In un primo tempo il ragazzo ha provato a giustificare ai finanzieri intervenuti in quell’occaisone, il possesso dell’auricolare come necessario per via di una forma di sordità, poi non ha potuto fare altro che consegnare tutto il “kit” messo su per passare l’esame: cellulare, biadesivo, microfono. Tutto subito sequestrato.

A marzo dell’anno scorso, scoperti altri due stranieri che avevano cucito la microcamera all’interno di un ampio maglione, praticando un buco attraverso il quale la fotocamera poteva leggere le domande poste ai candidati. Per avere le risposte si erano conficcati gli auricolari così a fondo nelle orecchie che fu necessario ricorrere ai medici del Pronto Soccorso per estrarli.

Mentre due anni fa due cittadini africani sono stati denunciati per sostituzione di persona. Uno di loro, residente a Mantova, si era presentato alla Motorizzazione di Asti con nomi e documenti di un connazionale che proprio non riusciva a passarlo, dopo averlo dato più volte. All’epoca fu la Polizia Stradale a scoprire l’inganno, complice le evidenti “non somiglianze” fra la foto del documento di identità e la persona in carne e ossa che l’ha presentato.

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