Finta ferrari d'alba cesare
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Asti: «Vi spiego perchè ho acquistato la “finta” Ferrari»

Parla il giovane proprietario della Toyota coupè “travestita” da Ferrari sequestrata dalla Guardia di Finanza

Venti giorni fa gli hanno sequestrato la Toyota “vestita” da Ferrari F430 e la notizia ha fatto il giro di tutta Italia. Una notizia curiosa che ha suscitato in tutti la stessa domanda: cosa spinge un ragazzo di neanche trent’anni ad investire 35 mila euro in una “finta” Ferrari?
A questa domanda risponde direttamente lui, Cesare D’Alba, sorpreso per l’improvvisa notorietà data da quello che per lui è un doloroso sequestro.
«Non sono un patito della Ferrari ma amo molto le auto sportive in genere – risponde – Ne ho anche possedute, ma quando ho avuto l’occasione di prendere quest’auto qui non me la sono lasciata scappare: ad un prezzo abbordabile ho la soddisfazione di viaggiare su una vettura esteticamente in tutto e per tutto simile alla famosa “rossa” di Maranello che, in originale, per me ha prezzi inarrivabili».
E non una finta Ferrari qualunque.
La Toyota MR Coupè alla quale sono state sostituite le parti di carrozzeria e gli arredi interni per assomigliare alla Ferrari, è unica in Italia, con la sua guida a destra perchè immatricolata originariamente in Inghilterra.
«Mica l’ho presa per usarla sempre – prosegue D’Alba – è un’auto da collezione, unica in Italia omologata con questo kit. L’intenzione era di farci qualche giro ogni tanto, qui ad Asti. In realtà me la sono goduta proprio poco, da quando l’ho comprata».
Questo perchè subito dopo essere andato a ritirarla a Milano dal proprietario che aveva messo l’annuncio di vendita su un noto sito on line, è stato fermato dalla Polizia Stradale di Asti che gli ha contestato un’anomalia nei differenziali delle ruote. L’ha messa a posto, ha fatto fare qualche lavoro di carrozzeria e, dopo due mesi e mezzo l’ha riavuta ma, dopo tre giorni, le è stata di nuovo sequestrata, questa volta dalla Guardia di Finanza.
La stessa auto era già stata sequestrata a Palermo al precedente proprietario ma era stata poi restituita con archiviazione delle accuse.
In questo caso le accuse mosse a D’Alba sono quelle di contraffazione dei marchi e delle scritte Ferrari. Per questo motivo sono in corso accertamenti da parte della Casa Madre che ha inviato da Maranello ad Asti un team di esperti per verificare l’autenticità degli adesivi.
Nel caso fosse confermata non si potrebbe parlare di contraffazione, perchè tale materiale, così come i ricambi originali, sono venduti direttamente dalla Ferrari che non può dunque parlare di contraffazione.
L’auto, come spiega l’avvocato Lamatina che assiste D’Alba, ha pieno titolo a circolare perchè ha passato regolarmente la dogana italiana, è stata reimmatricolata e sottoposta a revisione ordinaria e straordinaria risultando sempre perfettamente in regola.
Nei giorni scorsi è stato chiesto il dissequestro che, per ora è stato negato in attesa che si concludano gli accertamenti dei tecnici Ferrari.

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