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Processo

Asti via Cecchin, una testimone: «Quei due stavano litigando in auto prima dello schianto mortale»

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Iniziato questa mattina il processo al tribuanle di Asti per la morte di Michele Bagnasco, 87 anni, avvenuta nel dicembre 2020 in seguito al terribile schianto contro un'auto. L'anziano, che viveva nella zona di via Torchio, aveva appena girato sulla sua Apecar  in via Cecchin quando è stato "centrato" in pieno dalla Mitsubishi Spacestar condotta da un giovane, Alessandro Arena che viaggiava con un'amica. Lo scontro è stato violentissimo e per l'anziano non vi è stato più nulla da fare: i soccorritori non poterono far altro che constatarne il decesso. A seguito del quale Arena venne indagato per omicidio stradale e oggi è a processo difeso dagli avvocati Renata Sosso e Paola Berardi. Nell'udienza di stamattina sono stati sentiti diversi testimoni davanti al giudice Bertelli Motta. La prima a parlare è stata l'automobilista che aveva sorpassato l'Ape in via Torchio e, appena immessa in via Cecchin, aveva notato, ha raccontato, l'arrivo ad altissima velocità dell'auto che, pochi secondi dopo avrebbe impattato con Bagnasco. «E' passata velocissima e ho potuto notare che il suo conducente stava animatamente discutendo con la donna che gli sedeva accanto. Era visibilmente alterato, tanto che non l'ho perso d'occhio perchè ero convinta che non sarebbe riuscito ad affrontare la curva. E' così che dallo specchietto retrovisore ho visto tutto l'incidente. Potevo esserci io al posto dell'Ape, se non l'avessi superata qualche metro prima dello stop». Gli accertamenti fatti nell'immediatezza dell'incidente avevano rivelato che l'automobilista della Mitsubishi presentava un tasso alcolico superiore al consentito. La ragazza che viaggiava al suo fianco stamattina ha smentito la lite in corso riferita invece dalla precedente testimone. Arena ha sempre sostenuto che l'anziano alla guida dell'Ape ha "saltato" lo stop e lui se lo è trovato  in mezzo alla carreggiata senza poter evitare lo schianto nonostante una lunga frenata. In aula i figli della vittima che però non si sono costituiti parte civile. Il processo riprenderà ad ottobre con l’audizione dei consulenti tecnici.  

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