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Astigiana arrestata ad Imperia per la truffa dei centri di accoglienza migranti

In quattro accusati di essersi intascati 1,3 milioni di euro destinati alle necessità dei richiedenti asilo. Terribili conversazioni intercettate al telefono

E’ la compagna del principale indagato

Anche un’astigiana, Manuela De Mita, 48 anni, fra i quattro arrestati dalla Guardia di Finanza di Imperia con l’accusa di truffa nell’ambito della gestione di fondi a favore dei migranti.
Due i profili dell’indagine battezzata “Patroclo”. La prima riguarda l’accusa vera e propria e ha fatto emergere che a fronte di 1,7 milioni di euro di fondi pubblici incassati, solo 400 mila euro erano stati spesi per le necessità dei migranti, mentre i restanti 1,3 milioni di euro erano stati usati per estinguere mutui personali e per fare acquisti di lusso. Di qui il reato di truffa.
Ma nell’ambito delle investigazioni e, soprattutto, delle intercettazioni, è emerso il secondo profilo di questa vicenda che ha riguardato la disumanità e la violenza con la quale venivano trattati i richiedenti asilo.

Dalle intercettazioni l’orrore dei trattamenti

Fra il compagno della De Mita, Gianni Morra e la sorella Antonella, ad esempio, intercorrevano telefonate dove si decideva di acquistare frattaglie come il polmone e il cuore al posto della carne di pollo, già piuttosto povera rispetta a quella di manzo. L’importante era spendere il meno possibile per i migranti in modo da poter “intercettare” il più possibile di quei 30 euro giornalieri a rifugiato che venivano sborsati dallo Stato.

Violenze fisiche

Un altro racconto agghiacciante intercettato dalla Finanza è attribuito a Gianni Morra: «Nella riunione io seduto e loro tutti in piedi (loro erano i migranti n.d.r.). A un certo punto dico “questa è la mia famiglia” qua e là, su e giù. Esce fuori uno con il dito puntato e mi dice “Il business è tuo, guadagni te e i soldi?”. L’ho preso per i capelli, gli ho tirato un calcio nelle giunture delle gambe, si è inginocchiato da solo. Gli ho detto “Vai a cambiarti, va, che adesso ti faccio diventare bianco”».

Anche un avvocato indagato

Con Morra, la sorella e la compagna astigiana, è finito in manette anche un avvocato di Torino, Guido Tabasso, consulente della cooperativa Caribù che gestiva i due centri di accoglienza a Sanremo e a Vallecrosia.

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