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Atc, Nizza e Canelli le grandi assenti dal processo
Cronaca

Atc, Nizza e Canelli le grandi assenti dal processo

È Incisa Scapaccino, con i suoi circa 2000 abitanti, l'unico comune della Valle Belbo ad aver scelto al momento di costituirsi parte civile nell'udienza preliminare riguardante lo scandalo

È Incisa Scapaccino, con i suoi circa 2000 abitanti, l'unico comune della Valle Belbo ad aver scelto al momento di costituirsi parte civile nell'udienza preliminare riguardante lo scandalo Atc. Sul suo territorio si trova un palazzo di proprietà comunale, affidato a suo tempo in gestione all'Atc tramite apposita convenzione. Si tratta del condominio dell'ex cantina sociale incisiana, oggi sede anche degli uffici della Comunità Collinare "Vigne&Vini".

«L'Atc, in base all'accordo, aveva in carico le spese di manutenzione ordinaria del palazzo, con corrispondente facoltà di incassare i canoni di affitto degli inquilini ?- spiega Giacomo Massimelli, avvocato del Comune di Incisa -? Avrebbe dovuto perciò, per esempio, occuparsi di mantenere in funzione l'ascensore. Lo stesso però non ha mai funzionato, nonostante le segnalazioni e nonostante il fatto che, nelle loro rette, gli inquilini avessero pagato anche per la manutenzione». Il legale sostiene che dal comportamento dell'ex direttore Santoro sia derivato un danno diretto duplice, per i residenti dello stabile e per l'amministrazione incisiana: «I primi non hanno ricevuto un servizio per cui avevano pagato, la seconda ha visto disattesa la convenzione stipulata, relativa a un immobile di sua proprietà. Inoltre abbiamo il caso di un inquilino la cui morosità è stata saldata due volte, sia dallo stesso affittuario che dal Comune di Incisa. Un fatto ricostruito incrociando i dati e i mandati di pagamento».

Da ciò la costituzione a parte civile, la richiesta di un risarcimento e il rifiuto categorico di un patteggiamento che escluderebbe questa possibilità. Continua Massimelli: «Abbiamo letto con grande attenzione la relazione della Guardia di Finanza di Asti, a seguito di un'indagine espletata in modo esaustivo. Ne emerge che l'imputato, anche dopo la notifica del sequestro preventivo, avrebbe operato per occultare i proventi della sua attività illecita, inquinando le prove nel corso delle indagini. Questo dovrebbe rendere inammissibile la concessione sia di attenuanti generiche sia di ogni ipotesi di patteggiamento. Sono fatti gravi, quasi 20 miliardi delle vecchie lire!».

Pochi mesi fa, al diffondersi della notizia dello scandalo, il primo a chiedere a Nizza ? che di abitanti ne ha 10 mila e insieme a Canelli viene subito dopo Asti nella graduatoria dei comuni di maggiori dimensioni ? di costituirsi parte civile nel processo era stato, tramite volantinaggio, l'ex assessore Pietro Balestrino, che indirizzava un feroce "j'accuse" al sindaco Flavio Pesce: «Può amministrare una città come Nizza un signore che è stato per cinque anni amministratore di un ente pubblico e non si è accorto con i suoi revisori dei conti degli ammanchi?». Il riferimento era al mandato dell'attuale primo cittadino nicese in qualità di presidente del consiglio di amministrazione dell'Atc dal 2005 al 2010. Interpellato questa settimana sulla scelta di Nizza di non costituirsi parte civile, Pesce è lapidario: «Insieme ad altri comuni non abbiamo ritenuto di farlo. Nel caso, l'imputato dovrebbe rimborsare prima di tutto l'Atc».

Fulvio Gatti

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