Tra parcheggi selvaggi e rotondeguidare un pullman è un’impresa
Cronaca

Tra parcheggi selvaggi e rotonde
guidare un pullman è un’impresa

Non sarà come andare in trincea ma guidare i pullman ad Asti è sovente un’impresa che lascia il segno. Abbiamo deciso di sperimentare il servizio mercoledì, giorno di mercato, quando notoriamente

Non sarà come andare in trincea ma guidare i pullman ad Asti è sovente un’impresa che lascia il segno. Abbiamo deciso di sperimentare il servizio mercoledì, giorno di mercato, quando notoriamente il traffico aumenta per la scarsità di parcheggi dovuta in questo caso alla chiusura di piazza Alfieri e al trasferimento di tutto il mercato in piazza del Palio. In corso Einaudi uno degli autisti ci mostra una lunga fila di auto in divieto di sosta e, davanti alla fermata a ridosso del Mercato Coperto, ci sono altre macchine ferme con le quattro frecce lampeggianti nell’area di manovra riservata ai bus. Macchine in sosta vietata anche in piazza Marconi «perché – sottolinea il conducente – ci sono queste persone che vengono a prendere la gente alla stazione e, non trovando parcheggio, hanno la bella idea di mettersi davanti alla pensilina del bus rendendo difficoltoso il passaggio».

Tra piazza Alfieri e corso Alla Vittoria l’autista deve sudare non poco per far transitare il pullman tra un camion fermo per scaricare la merce e un’Opel Meriva lasciata fuori dagli stalli davanti ai giardini. Quando passiamo nei pressi della scuola Martiri, in corso XXV Aprile, le macchine sono parcheggiate anche all’imbocco della rotonda mentre, sulla rotatoria all’incrocio con via Filippo Corridoni, il passaggio è talmente stretto che il bus arriva quasi a sfiorare i dissuasori di sosta a ridosso dei marciapiedi. In corso Matteotti la corsia preferenziale dei pullman è ormai segnalata con un giallo pallido e non mancano automobilisti in sorpasso che la occupano senza farsi troppi problemi anche quando sulla stessa sta sopraggiungendo un pullman in direzione di piazza Marconi. A ciò si aggiungono i pericoli causati da chi si immette sul corso principale pensando che gli autobus arrivino solo dalla stazione ferroviaria e non anche dall’altra parte.

«La viabilità di Asti è peggio di quella delle grandi città come Milano o Napoli perché qui ad Asti c’è pochissimo senso civico tra gli automobilisti – si lamentano gli autisti – Ad Asti c’è una mobilità assurda, al limite del grottesco. Lasciamo passare le auto nel centro storico, con tutti i permessi del caso che sovente si trasformano in autorizzazione a scorrazzare ovunque impunemente, mentre togliamo i pullman relegandoli a vie secondarie. E’ un’assurdità che serve solo a peggiorare le condizioni del traffico e del trasporto pubblico con il risultato di vedere sempre più auto in centro e i bus in giro dove non servono a nessuno». Per quanto riguarda l’inciviltà degli automobilisti uno dei conducenti intervistati è ormai disilluso che qualcosa possa cambiare. «Molti di quelli che usano la macchina pensano che basti accendere le quattro frecce per lasciare l’auto in sosta ovunque, anche per un’ora, così da poter essere comodi a fare la spesa, andare al bar o a prendere i bambini a scuola. Tanto se poi un pullman non riesce a passare chi se ne frega».

r.s.

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