Caso Ceste, Buoninconti in aulaNessuna super perizia sui telefonini
Cronaca

Caso Ceste, Buoninconti in aula
Nessuna super perizia sui telefonini

Si è chiusa da pochi minuti al Tribunale di Asti – Come annunciato Michele era presente in aula ma non ha mai incrociato lo sguardo dei genitori di Elena, presenti anch'essi – Da rito abbreviato "secco" a "condizionato" per poter ricevere una consulenza sulle celle telefoniche presentata dalla difesa solo pochi giorni fa – Prossima udienza il 22 luglio con un confronto fra medici legali e geologi

E’ terminata da poco la prima udienza di rito abbreviato che vede Michele Buoninconti imputato per l’omicidio della moglie Elena Ceste. Al centro delle richieste e delle prime decisioni del giudice Roberto Amerio vi sono le consulenze di parte e le perizie richieste oltre alla formalizzazione della costituzione delle parti civili. In particolare, la difesa Buoninconti, sostenuta dagli avvocati Girola e Tortoroglio, ha chiesto che la precedente richiesta di rito abbreviato “secco” (cioè senza ulteriori atti al fascicolo del rinvio a giudizio), venisse sostituita da quella di rito abbreviato “condizionato” per far entrare nel processo un’ultima consulenza di parte, quella sulle celle telefoniche, depositata solo nei giorni scorsi e dunque formalmente intempestiva.

Su questa richiesta i difensori delle parti offese, gli avvocati Tabbia e Abate Zaro, si sono rimessi al giudice che ha accolto l’istanza e ha ammesso questa nuova consulenza. Respingendo però altre due istanze preliminari della difesa Buoninconti. La prima riguardava l’estromissione del cognato Danilo dalle parti civili; il marito di Daniela, la sorella di Elena, sarà rappresentato insieme ai genitori di Elena, ai quattro figli e alla sorella. Respinta anche la richiesta, sempre dei difensori Girola e Tortoroglio, di una perizia sulle celle telefoniche che il giudice avrebbe dovuto disporre dopo quella corposa presentata dal pm e quella “in zona Cesarini” presentata dalla difesa. Su questo punto il dottor Amerio ha deciso che non vi era la necessità di una perizia ammettendo solo per la prossima udienza, fissata per il 22 luglio, la presenza in aula dell’ingegner Dezzani, consulente del pm.

In quella stessa data si terrà invece un contraddittorio fra consulenti sulle relazioni medico legale e su quella geologica; per quanto riguarda la prima i consulenti a confronto saranno i dottori Romanazzi (per la procura), Testi (per la parte civile) e Franco (per la difesa). Sulla relazione geologica il confronto avverrà fra il dottor Pavan (della Procura) e Di Maggio (della difesa). In aula stamattina c’erano i genitori di Elena Ceste che sono apparsi molto provati da questo appuntamento. «Un conto è discutere del processo con noi, che abbiamo sempre cercato di presentare ogni atto e ogni decisione nel modo più accettabile possibile – hanno commentato gli avvocati Tabbia e Abate Zaro – altro è trovarsi per la prima volta in aula, di fronte ad un giudice e ad altre parti coinvolte nel processo».

Franco e Lucia Ceste hanno più volte cercato lo sguardo di Michele che invece li ha sempre evitati e fra i tre non c’è stato neppure un cenno di saluto. Michele, arrivato scortato su un’auto della Polizia Penitenziaria, si è seduto accanto ai suoi avvocati e non ha fatto alcuna dichiarazione durante l’udienza.
Nei corridoi per un breve saluto c’erano il fratello di Michele, Salvatore, la moglie e l’amico Sandro Caruso.

Daniela Peira

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Edizione digitale
Precedente
Successivo