Casorzo: maxi truffa del Comune, c’è il rischio prescrizione
Cronaca

Casorzo: maxi truffa del Comune, c’è il rischio prescrizione

E’ fissata lunedì prossimo la nuova udienza che potrebbe portare alla sentenza sul “buco” finanziario nelle casse del Comune. Il giudice Alessia Ceccardi del Tribunale di Asti lo scorso

E’ fissata lunedì prossimo la nuova udienza che potrebbe portare alla sentenza sul “buco” finanziario nelle casse del Comune. Il giudice Alessia Ceccardi del Tribunale di Asti lo scorso dicembre aveva rinviato al 13 gennaio il processo al fine di ascoltare le ultime repliche degli avvocati difensori. Nell’ultima udienza il pubblico ministero Donato Repole aveva già chiesto tre condanne per i presunti autori della maxi truffa del Comune di Casorzo ai danni della Cassa depositi e prestiti. In particolare all’ex sindaco Lucia Allara, in carica fino al 2006, la Procura ha sollecitato una condanna a 3 anni e 6 mesi. Tre anni e 3 mesi invece erano stati richiesti per l’allora segretario Giuseppina Minissale, poi trasferitasi nella natia Sicilia.

Infine 3 anni è la pena richiesta per l’ex revisore dei conti del Comune, la commercialista alessandrina Micaela Marello. Proposta di assoluzione, invece, per l’impiegata municipale Ornella Aletto. Tuttavia alcune contestazioni potrebbero essere dichiarate “prescritte” come già chiesto dai difensori degli imputati, Mirate, Monti e Dagna. Secondo le accuse della Procura, basate sulle indagini condotte dai Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, l’ex primo cittadino avrebbe indotto in errore la Cassa depositi e prestiti ottenendo sette mutui per un ammontare complessivo di 1 milione 200 mila euro che nelle intenzioni avrebbero dovuto finanziare lavori straordinari come la costruzione di un asilo nido, ambulatori medici, strutture per la raccolta differenziata mai cantierati. Il denaro, invece, sarebbe stato utilizzato per coprire capitoli di spesa ordinari, con la collaborazione del segretario Minissale e la “copertura” del revisore dei conti Marello.

L’attuale amministrazione comunale, guidata da Ivana Mussa, si è costituita parte civile contro le imputate con il patrocinio dell’avvocato Marco Calosso. Il “buco” finanziario aveva prodotto gravi effetti sui bilanci del piccolo paese patria del Malvasia al fine di rientrare di quanto dovuto. Spese ordinarie ridotte al minimo, nessun investimento possibile e la necessità di alienare le proprietà immobiliari del Comune tra cui alloggi a Torino e per ultimo il complesso della ex Casa della Divina Provvidenza. Solo nelle ultime settimane la giunta comunale aveva potuto annunciare che i conti sono in via di risanamento annunciando primi interventi pubblici avvicinandosi la scadenza delle ultime rate di rientro del debito.

Maurizio Sala

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