Federica Farinella ricerche
Cronaca
Indagini private

Caso Farinella, consegnata la relazione del team di esperti forensi sul ritrovamento dei suoi resti

Alla Procura viene chiesto di aprire un’indagine su chi ha tagliato il canneto in cui si cercavano le altre ossa e altri reperti della modella scomparsa vent’anni fa

Da qualche giorno sulla scrivania del sostituto procuratore Davide Greco è arrivata la relazione finale sul ritrovamento dei resti di Federica Farinella, la modella di 30 anni scomparsa dalla casa di campagna della famiglia fra Chiusano e Montechiaro in un giorno di settembre di vent’anni fa.
A redigerla il dottor Fabrizio Pace, nella sua veste di criminologo e antropologo forense, con il contributo di un’équipe di professionisti che si è messa al servizio della famiglia Farinella alla ricerca di una risposta sulla morte della ragazza.
Di Federica non si era saputo più nulla dal settembre 2001 fino al novembre scorso quando i carabinieri hanno confermato di aver analizzato alcuni resti umani ritrovati da un cacciatore trovando piena corrispondenza genetica fra Farinella e i suoi famigliari.
Un cranio e una tibia, null’altro era stato ritrovato in un primo tempo in un pendio molto scosceso a circa un chilometro dalla casa dei Farinella.
Niente faceva pensare ad una morte violenta per mano di terzi e il caso è stato archiviato con la restituzione dei pochi resti alla famiglia per la sepoltura. Ma i Farinella vogliono vederci chiaro. L’inumazione delle ossa non si è ancora tenuta in attesa di nuovi esami.
La squadra di Pace è tornata due volte sul luogo del ritrovamento e grazie ad uno studio analitico e scientifico è riuscita a ritrovare altri resti di Federica vicino ad una tana di cinghiale: in tutto una ventina di frammenti ossei che vanno ad aggiungersi a quelli più grandi ritrovati dal cacciatore.
Tutte le ossa ritrovate in seguito sono state consegnate alla Procura con una dettagliata relazione su un fatto che ha tinto di giallo la ricerca di resti di Federica.
Fra il primo e il secondo sopralluogo qualcuno ha raggiunto il luogo, nonostante non fosse stata data pubblicità alla sua ubicazione, e ha stravolto tutto, tagliando e disperdendo tutto il canneto che era stato circoscritto dalle bandelle dall’équipe di Pace della quale fanno parte anche Virginia Canzani e Costanza Crociani, entrambe dottoresse in Psicologia forense. .
«E’ un gesto che va indagato al più presto – commenta il dottor Pace – perché qualcuno, che conosceva il posto in cui il corpo di Federica riposava, ha voluto intralciare pesantemente le ricerche di altri resti. Perché? Forse perché c’era qualcosa che non dovevamo trovare? Questo non può passare impunemente».
Di risposte definitive il gruppo di lavoro del criminologo non ne ha date, anche perché è stato scelto di far affrontare alla famiglia il prosieguo delle indagini scientifiche sui resti sperando che se ne faccia carico la Procura.
«Non abbiamo ritrovato né vestiti, né monili, né le infradito in gomma che indossava quando è scomparsa nonostante il vaglio di tutta la collina con un’azione a pettine che ha coperto tutta la superficie interessata dal trascinamento del corpo della ragazza nel corso degli anni. Abbiamo individuato con certezza il luogo in cui il corpo si è decomposto grazie alla presenza dei “pupari” delle larve tipiche della decadenza organica di un cadavere. Siamo convinti che Federica sia morta per mano di una terza persona. Abbiamo escluso il suicidio per impiccagione perché all’epoca in quella zona c’era un solo albero in grado di sostenere il peso di una persona e non porta alcun segno. Escluderemmo anche il suicidio per ingestione di farmaci visto che dalla casa di famiglia non ne mancavano e non sono stati ritrovati flaconcini o blister nel sottobosco».
Ora la palla passa alla Procura: quel che c’è scritto nella relazione sarà sufficiente a far aprire un’indagine?

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