Condannato a 24 mesi per violenza su una 77enne
Cronaca

Condannato a 24 mesi per violenza su una 77enne

Le accuse di violenza sessuale sono sempre gravi e drammatiche, ma quando la vittima ha 77 anni (all'epoca dei fatti, oggi è una ottantenne), lo sono ancora di più. E non è più un ragazzino

Le accuse di violenza sessuale sono sempre gravi e drammatiche, ma quando la vittima ha 77 anni (all'epoca dei fatti, oggi è una ottantenne), lo sono ancora di più. E non è più un ragazzino neppure l'imputato: un vicino di casa della donna che aveva 58 anni quando è accaduto il brutto episodio. Lo stesso che, lunedì mattina, è stato condannato a 2 anni a fronte di una richiesta del pm di sei mesi più grave. I fatti risalgono a circa tre anni fa quando entrambi vivevano in un piccolo paese a nord della provincia. A chiamare i carabinieri era stata la donna che aveva raccontato di aver ricevuto due visite dell'uomo, suo vicino di casa, nel giro della stessa giornata. La prima volta lui, senza bussare, si è presentato nella casa della donna, con un pretesto e si è spogliato chiedendole di andare a letto con lui.

L'anziana si è messa ad urlare e ha minacciato di chiamare i carabinieri ma ha ricevuto una seconda visita, poco dopo, sempre dall'uomo che l'avrebbe poi minacciata con qualcosa, dopo essersi chiuso in casa con lei, continuando a chiederle di avere rapporti sessuali. Alla fine la donna si è divincolata e si è allontanata da casa chiamando i soccorsi. Versione completamente diversa quella fornita dall'uomo, difeso dall'avvocato Luigi Florio, che dice di non essersi introdotto con l'inganno in casa ma di essere stato accolto da lei e invitato ad entrare; e, pur ammettendo che c'erano stati dei dissapori e c'era un clima di forte conflittualità per questioni riguardanti la gestione della casa e dei confini, con una serie di dispetti che andava avanti da anni, ha fatto in precedenti udienze dichiarazioni sulla sua vita sessuale che escluderebbero ogni tentativo di violenza.

Il giudice ha sempre respinto anche la richiesta di perizia psichiatrica sull'imputato, chiesta ed invocata invece dal suo difensore. All'ultima udienza era presente anche la vittima, oggi ottantenne, venuta apposta dall'Inghilterra per presenziare e testimoniare. Le è stata riconosciuta l'invalidità per cecità e così lo Stato ha provveduto a sostenere le spese di viaggio sue e di una accompagnatrice; spese che verranno poi riversate in quelle processuali a carico del condannato se verrà ritenuto tale fino all'ultimo grado di giudizio. Ma, ha sottolineato l'avvocato Florio anche durante la sua arringa, nonostante la dichiarata cecità, la donna, in aula, si è mossa autonomamente, ha raggiunto da sola la sedia dei testimoni, vi si è seduta e, soprattutto, ha letto la formula ed è tornata al banco senza bisogno di alcun aiuto.

Daniela Peira

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