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Cronaca
Giornata nazionale

Cosa fare per frenare la violenza contro medici, infermieri e operatori sanitari

Le proposte di un gruppo di lavoro che comprende diversi Ordini del Piemonte

 

Oggi, sabato 12 marzo, si celebra per la prima volta la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”.

Nell’occasione gli Ordini territoriali delle professioni sanitarie e socio-sanitarie (Medici e Odontoiatri, Assistenti Sociali, Farmacisti, Ostetriche, Infermieri, Psicologi, Professioni sanitarie tecniche) hanno stilato un documento congiunto per sollecitare una maggiore attenzione sul fenomeno della violenza ai danni degli operatori.

Fra le proposte avanzate: la messa in atto di strategie organizzative e strutturali volte a mitigare i rischi, l’applicazione di pene adeguate per le aggressioni, la formazione degli operatori all’auto-protezione e alla relazione, l’incentivazione a segnalare prontamente gli episodi subiti attraverso un migliore coordinamento con le forze dell’ordine, il sostegno agli operatori vittime di violenza.

Il testo è stato preparato da un gruppo di lavoro appena costituito tra gli Ordini, “Benessere degli operatori sanitari e contrasto allo stress lavoro correlato e al burn-out”, di cui questo documento è il primo atto comune. Il documento è stato firmato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino, Ordine Assistenti Sociali del Piemonte, Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino, Ordine della Professione di Ostetrica Interprovinciale di Torino, Asti e Cuneo, Ordine delle Professioni infermieristiche di Torino, Ordine degli Psicologi del Piemonte, Ordine TSRM-PSTRP di Torino, Aosta, Alessandria, Asti.

Il gruppo di lavoro ha il compito di studiare il disagio degli operatori sanitari e proporre soluzioni sia sul versante del supporto psicologico personale sia in termini di riorganizzazione complessiva dell’attività. L’obiettivo è sostenere i professionisti delle cure proteggendoli dalla demotivazione e dai fattori che possono spingerli ad abbandonare il lavoro, elaborando delle linee guida rivolte a istituzioni e organizzazioni sanitarie e sensibilizzandole a prendersi adeguatamente cura degli operatori. Con lo scopo, alla fine, di tutelare il sistema sanitario nel suo insieme.

 

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