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Crolla una cantina, paura a Pino
Cronaca

Crolla una cantina, paura a Pino

Preoccupazione, bisogno di rassicurazione e necessità di poter di nuovo utilizzare la strada che porta verso casa, sembrano aver smosso le “proteste” di alcuni cittadini nell’intento di

Preoccupazione, bisogno di rassicurazione e necessità di poter di nuovo utilizzare la strada che porta verso casa, sembrano aver smosso le “proteste” di alcuni cittadini nell’intento di accelerare la soluzione di un problema che è subentrato da un mese e mezzo nel paesino di 226 persone. A seguito dello scoppio di un tubo che sembra aver determinato il crollo della volta di parte della cantina, sottostante la strada, è stata proclamata l’inagibilità di via Olivasso, una striscia di terreno piuttosto lunga che attraversa il centro di Pino d’Asti abitato (in quel tratto) da una cinquantina di persone, tra cui anziani e, addirittura, tre novantenni. Transennata da striscioni e non percorribile con mezzi, la strada è stata aperta apposta in alcuni punti – come spiegano i cittadini presenti – per far passare i tubi che portano acqua nelle case.

Accomunati da un fine comune, i cittadini (circa una trentina) commentano il disagio che stanno vivendo da settimane. Al momento le modalità d’intervento in merito ai lavori da fare sono in fase di valutazione, aspetto che sembra pesare sulla serenità di molti, viste anche le condizioni climatiche che potrebbero diventare una minaccia (come l’aumentare del freddo e l’eventuale neve). Tante le domande per chi tutte le mattine deve andare a lavorare o fare la spesa, muovendosi a piedi: “Se nevica o se gela come faccio?” commenta una cittadina. Tra loro c’è anche chi ha ordinato il pellet per la stufa e teme non possa essere consegnato o chi è in procinto di fare un trasloco e non sa come fare. “E per gli anziani? Si deve intervenire!” aggiunge un’altra abitante. Forte è la preoccupazione in caso di necessità varie o per l’arrivo dell’ambulanza: “Se qualcuno sta male come si fa?” aggiunge un volontario della Croce Rossa.

Aldo Maria Marchisio, consigliere comunale dal 2004 spiega: “E’ successo tutto il 18 ottobre, il Consorzio Acquedotto Monferrato è venuto subito, ma poi non si è più visto. C’è stata ancora una riunione intorno al 28 ottobre tra il comune e la proprietà, poi il 6 novembre è stata scritta e firmata una lettera per il comune per indire una consiglio comunale ad hoc: il sindaco ha l’obbligo di dirci qualcosa!”. Piero Olivieri, proprietario della cantina (da cui si accede al punto del crollo) racconta: “Non ha mai ceduto prima, la perdita è avvenuta di botto, è crollato tutto. Io mi sono attivato, ho dato disponibilità per contribuire a mettere le cose a posto, lo faccio soprattutto per la gente, spero vada tutto per il meglio.”

Sono in corso accertamenti sulla responsabilità dei danni per l’intervento di ripristino. Il primo cittadino, Giuseppe Cirio, commenta: “Io sono preoccupato per la situazione sin dal 18 ottobre. Ho sempre dato informazioni dicendo che il comune sta facendo il possibile. È in corso un tentativo di accordo tra le parti per risolvere il tutto, il prima possibile. Martedì si dovrebbero sbloccare un po’ di cose su dati certi. È la prima volta che succede una cosa del genere a Pino, un evento di tale emergenza e difficoltà.”

Roberta Arias

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