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Depredava le vittime dopo averle sporcate, in tribunale truffatore della farina

Già diversi astigiani lo hanno identificato, nell’incidente probatorio (sullo stile del “confronto all’americana”) allestito nei giorni scorsi in Tribunale. Le sue vittime lo hanno

Già diversi astigiani lo hanno identificato, nell’incidente probatorio (sullo stile del “confronto all’americana”) allestito nei giorni scorsi in Tribunale. Le sue vittime lo hanno riconosciuto come l’uomo che, all’uscita dalla banca, con vari stratagemmi, tra cui quello “della farina”, li aveva alleggeriti del portafoglio e dei risparmi in esso contenuti. È il risultato della collaborazione tra i responsabili della sicurezza della Cassa di Risparmio di Asti e dei poliziotti della sezione della Squadra mobile della Questura che indagano su furti, rapine e altre tipologie di reati contro il patrimonio.

Le indagini avevano preso avvio dalla constatazione che le descrizioni fornite dagli anziani avvicinati e derubati, appena usciti con il loro denaro dagli istituti di credito, tratteggiavano sempre la stessa fisionomia. Si è anche ricostruito con precisione il sistema con cui venivano colpiti i pensionati: all’interno della banca una complice prendeva il biglietto “salva coda” e rimaneva in attesa dell’arrivo della potenziale vittima e, quando scorgeva un anziano prelevare del denaro allo sportello, forniva telefonicamente una descrizione dettagliata all’uomo che aspettava in strada, pronto a colpire, indicandogli anche esattamente in quale tasca erano stati riposti i soldi.

Il “trucco della farina” è stato tra i più usati: l’uomo si avvicinava al malcapitato e lo urtava leggermente, sporcargli la giacca con del pane rancido e proponendosi subito per ovviare alla situazione. Il ladro si adoperava per ripulirgli la manica e, intanto, lo derubava del portafoglio. Centinaia di euro, frutto in molti casi delle pensioni degli anziani, sono in tal modo finiti nella mani di abili truffatori. Alcuni dei casi sono avvenuti di fronte alla filiale della Cassa di Risparmio di piazza I Maggio nei pressi delle Poste centrali. Sono state impiegate inoltre altre tecniche per riuscire a rubare denaro ai pensionati: c’è stato ad esempio lo stratagemma di sgonfiare la ruota della bicicletta di un anziano, ma anche quello di chiedere indicazioni stradali per rubare il portafogli dalla tasca interna della giacca nel momento in cui la vittima alzava il braccio per indicare la via. Poi la rapida fuga in automobile, sulla quale intanto si era già sistemata la complice.

L’intuizione dei poliziotti e la collaborazione con gli addetti alla sicurezza della CrAsti sono stati gli elementi fondamentali che hanno caratterizzato l’indagine. Una volta capito che ci dovesse essere un complice all’interno della banca, che studiava le attività dei clienti e le comunicava a chi colpiva in strada, si è deciso di controllare tutte le registrazioni per individuare chi potesse essere. Poi si è stabilito di tenere sotto controllo anche quello che poteva essere il veicolo usato dal ladro-truffatore, una Ford Fiesta di colore grigio chiaro: in tale opera sono state di utilità le telecamere di sorveglianza della CrAsti, ma anche quelle installate in città, insieme agli appostamenti in cui sono stati impegnati gli agenti di polizia, coordinati dal responsabile della sezione antirapine, il sovrintendente Luca Lamberti. Una volta individuata la targa, i poliziotti hanno pedinato l’auto e identificato il suo guidatore. L’uomo e la donna ritenuti responsabili dei furti sono residenti nel Torinese. Un’importante conferma del lavoro d’indagine svolto è giunta al tribunale astigiano di via Govone, dove alcune delle vittime avrebbero riconosciuto il ladro. Sono nove i furti che gli verrebbero attribuiti.

Marta Martiner Testa

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