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Detenuti in digiuno per il freddo in cella
Cronaca

Detenuti in digiuno per il freddo in cella

 il detenuto ironizzando sull’essere in “celle frigorifere” ricorda i giorni in cui la temperatura è scesa anche di molti gradi sotto zero

Seppur in un italiano un po’ stentato, il senso della protesta è chiaro: «Stiamo facendo lo sciopero della fame perchè siamo al freddo».

Arriva dal carcere di Quarto e a firmarla è uno dei detenuti del circuito dell’alta sicurezza.

E’ datata agli inizi di gennaio e la denuncia che contiene è molto semplice: al carcere di Quarto da novembre alla data della lettera, non c’era acqua calda, nè nelle celle nè nelle docce comuni e il riscaldamento non funzionava.

Parla di “freddo totale”, il detenuto ironizzando sull’essere in “celle frigorifere” ricordando i giorni in cui la temperatura è scesa anche di molti gradi sotto zero. «Ci trattano come bestie» chiude la lettera, chiedendo che qualcuno faccia sapere l’inizio dello sciopero della fame per il freddo.

La conferma è arrivata dal Garante regionale per i Detenuti il cui ufficio è presieduto da Bruno Mellano. A verifica della notizia, «ci hanno comunicato dal carcere che il problema, che riguardava sia i detenuti che gli stessi operatori, è stato risolto da una settimana con la sostituzione delle caldaie, dunque ora riscaldamento e acqua calda sono normalmente disponibili e anche lo sciopero è cessato».

Risolto questo, rimangono altri problemi in piedi segnalati già in passato anche dallo stesso Garante regionale (mentre si attende la nomina di quello comunale da parte della nuova amministrazione).

Uno è anch’esso segnalato nella lettera e riguarda i disagi per i famigliari che vanno ai colloqui con i detenuti e non dispongono di una sala d’attesa nè di servizi sanitari dedicati. Nel dossier aggiornato a dicembre sulle carceri piemontesi, poi, si parla della lunga e travagliata conversione del carcere di Quarto da casa circondariale per detenuti comuni a casa di reclusione per detenuti in regime di alta sicurezza.

«Tuttora si registra la mancanza di spazi significativi ed adeguati da dedicare alla socializzazione o utilizzabili per laboratori formativi e scolastici, incontri culturali, attività lavorative che, in un carcere di alta sicurezza sono indispensabili e prioritari – scrive il Garante nella sua relazione – Si era suggerita la realizzazione di fabbricati in economica utilizzando moduli prefabbricati che potrebbero trovare posto sulle aree attigue all’edificio già dedicato alla formazione e alla scuola – suggerisce aggiungendo anche – bisogna riconsiderar el’utilizzo di spazi esistenti e dedicati ad attività ora non più compatibili con il target attuale dei ristretti ed occupati da strumentazione importante oggi inutilizzata».

d.p.

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