Denise Muraro
Cronaca
La storia

E’ astigiana una delle più giovani impiegate di Poste Italiane rapinate allo sportello

La brutta esperienza l’anno scorso all’ufficio postale di Albugnano. Ma lei non vuole andarsene dalla dimensione umana degli sportelli nei paesi

Ha appena 23 anni ma ha già fatto un incontro molto ravvicinato con il rischio più grande che corre facendo il suo lavoro.
Denise Muraro, direttrice dell’ufficio postale di Berzano San Pietro, ha rappresentato la provincia di Asti alla Giornata della Sicurezza promossa da Poste Italiane nella sede aziendale di Roma; con lei altri 200 colleghi che, negli ultimi anni, hanno subito una rapina mentre lavoravano allo sportello
Lei quella rapina se la ricorda benissimo, anche perché è avvenuta solo un anno fa, nel novembre del 2022.
«Stavo facendo una sostituzione all’ufficio postale di Albugnano, aperto a giorni alterni – racconta Denise Muraro – e mancava poco all’orario di chiusura dell’ufficio quando è entrato un uomo completamente mascherato che aveva scoperti solo gli occhi. Non mi sono stupita perché faceva già freddo ma subito dopo ho compreso il motivo del travisamento. Ha tirato fuori un coltello e, mostrandomelo dall’altra parte del vetro, mi ha ordinato di mettere tutti i contanti che avevo in cassa in una busta che mi ha passato lui. E’ durato tutto pochissimo – prosegue nel racconto – poi il rapinatore, una volta presa la busta, che conteneva circa 300 euro, si è dato alla fuga. Sono sicura che ci fosse fuori un complice che lo attendeva in auto e insieme si sono dileguati».
Facile immaginarsi la paura e lo smarrimento di una impiegata di appena 22 anni (tanti ne aveva l’anno scorso). Non si è lasciata sopraffare però e ha chiamato subito il 112 e poi la sua responsabile per capire cosa fare. «Lei è stata molto gentile ed è restata con me in linea fino a quando non sono arrivati i carabinieri, per tenermi compagnia e consolarmi. Poi è venuta su anche se era fuori servizio».
La paura è arrivata dopo, quando Denise Muraro ha realizzato che per essere andati così a colpo sicuro, da tempo tenevano d’occhio i movimenti all’ufficio postale e dunque anche lei.
«Mi hanno chiesto se avessi voluto essere spostata di ufficio, ma io ho chiesto di tornare ad Albugnano, so che fa parte dei rischi del mio lavoro e non voglio permettere ad un malvivente di abbattermi».
Coraggio e positività che derivano anche dal suo profondo attaccamento alla dimensione umana che offre lavorare in un ufficio postale di paese.
«Il rapporto con la clientela è impagabile, tutti ti conoscono, si interessano a te, ti salutano e ti rispettano. Dopo la rapina tutti i clienti delle Poste di Albugnano si sono preoccupati di sapere se stavo bene, mi hanno chiesto se avessi bisogno di qualcosa, si sono dimostrati molto vicini e questo mi riempie di orgoglio per il mio lavoro». Al Security Day di Roma sono stati ribaditi i “decaloghi” e le procedure dettate ai dipendenti per salvaguardare la loro incolumità e quella dei clienti. Ed è stato ricordato che sono stati potenziati i sistemi di controlli negli uffici con una diminuzione dei casi di eventi criminosi.

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