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Cronaca
Tribunale

Escrementi, insulti e minacce ai vicini di casa: condannato un uomo di 84 anni

Due processi originati dalle denunce di due famiglie che vivono accanto all’uomo a Cellarengo

Un altro caso di vicinato molto problematico è finito al cospetto di un giudice che ha inflitto una condanna a 14 giorni di reclusione nei confronti di un uomo di 84 anni, Angelo G. di Cellarengo.
Ed è la seconda condanna che lo raggiunge, nel giro di tre mesi: a fine giugno gli erano stati inflitti otto mesi di reclusione per reati sempre nei confronti dei vicini di casa.
Tante le accuse che gli vengono rivolte da chi gli abita a fianco.
Nel processo che si è chiuso con gli 8 mesi di reclusione, il vicino ha riferito di ripetuti insulti come “Zingaro, pezzo di m…” oltre ad offese personali molto pesanti come “Sei uno sdentato, uno storpio”.
A dare profondamente fastidio all’anziano era lo stato di disordine e di poca cura nella quale versava il giardino del vicino. Lui, quasi maniacale nella manutenzione di casa e cortile, proprio non sopportava che gli altri non facessero altrettanto. E di lì è nata una situazione di insofferenza reciproca.
E’ arrivato a minacciare il vicino “disordinato” di incendiare la sua abitazione se non avesse messo a posto il giardino arrivando anche a minacciarlo di morte, in più occasioni, con espressioni del tipo “Con la sega ti taglio la testa del collo” brandendo effettivamente la sega che stava utilizzando per tagliare la legna.
Un’altra volta, convinto che il vicino gli avesse messo i topi morti sotto lo zerbino di casa, lo ha seguito e ha preso a calci la porta di ingresso. Sempre a casa del vicino ha abbandonato feci e urina, sotto il portico e in un’occasione ha bussato alla sua porta brandendo una roncola accusandolo di avergli rubato il citofono.
Stessa accusa, quest’ultima, che ha originato il secondo processo, quello con gli altri vicini di casa, anch’essi accusati del furto, aggrediti verbalmente con minacce di morte per loro e per i loro figli.
Dai dispetti e dalle parole, però, ad un certo punto, nel settembre del 2018, è passato ai fatti. Il vicino di casa, infatti, è stato affrontato dall’anziano imputato che gli ha afferrato un braccio, gli ha sputato in faccia e poi gli ha sferrato un pugno in viso facendogli cadere gli occhiali; qualche giorno dopo, ad una aggressione analoga, lo ha colpito con una lamina di ferro che lo ha ferito al braccio e alla spalla.
Tanto che il vicino di casa non voleva più uscire dalla sua abitazione; fra i testimoni in aula anche il suo datore di lavoro che ha dichiarato di aver assistito ad alcune delle aggressioni verbali e delle minacce da parte dell’anziano e che spesso doveva recarsi a casa del suo dipendente per prenderlo e portarlo al lavoro visto che viveva nella costante paura di trovarsi l’imputato di fronte.
Tutti i vicini di casa che lo hanno denunciato, nei due diversi processi, si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pierpaolo Berardi che ha ottenuto per i suoi assistiti anche il risarcimento danni con una provvisionale, nel processo più grave, di 2500 euro.
L’imputato, difeso dall’avvocato Cristina Preti, si è sempre dichiarato esso stesso vittima dei vicini di casa che si sarebbero coalizzati contro di lui e che ogni suo gesto è stato fatto solo per difendere se stesso e la sua proprietà, negando le accuse più gravi.

(Foto di repertorio)

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