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Dodici capifamiglia in tribunale
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Ex Mutua, chi si autodenuncia?
Dodici capifamiglia in tribunale

Dodici capifamiglia accusati di vandalismo. In segno di protesta, il Coordinamento Asti Est ha annunciato un presidio per sabato durante il quale i cittadini diranno di essere stati presenti all’occupazione e di aver aiutato a vario titolo le famiglie occupanti

Con l’udienza in tribunale fissata per domani mattina, torna d’attualità il problema delle emergenze abitative e delle occupazioni attualmente in atto in tre edifici astigiani. Questa volta i giudici tratteranno l’occupazione dell’ex Mutua di via Orfanotrofio, il grande edificio di proprietà dell’Asl ormai dismessa da molti anni dopo essere stata a lungo un importante centro di ambulatori, prelievi e prenotazioni.
L’8 dicembre del 2010 le prime sei famiglie senza casa (la maggior parte straniere) hanno sfondato le porte e si sono rifugiate nell’edificio adattando alcuni dei numerosi ex ambulatori a loro dimora. Nel corso dei mesi successivi il numero di famiglie è raddoppiato e per qualcuna di loro, in questi due anni, il primo rifugio di fortuna si è trasformato in un vero e proprio alloggio, grazie a piccoli lavori di muratura ed adattamento che sono stati eseguiti all’interno.

Alloggi improvvisati che sono dotati di acqua e di luce, ma non di riscaldamento, quindi d’inverno si vedono spesso dei fumaioli uscire dalle finestre del primo piano, segno di una forma di riscaldamento tanto antica quanto economica. L’Asl, proprietaria dell’edificio, ha fatto denuncia di occupazione chiedendo (ed ottenendo nei mesi scorsi) lo sgombero, che però non è mai stato eseguito.
Per l’occupazione le 12 famiglie sono state rinviate a giudizio e domani si terrà la prima udienza. In questa occasione il Coordinamento Asti Est ha attivato una serie di iniziative a sostegno delle famiglie. Fra queste quella piuttosto originale prevista per sabato pomeriggio quando, davanti alla stazione dei carabinieri si terrà un presidio al termine del quale una delegazione andrà a portare un plico di autodenunce.

Si tratta di cittadini che, per dimostrare la loro solidarietà al diritto alla casa, sottoscriveranno un esposto in cui diranno di essere stati presenti all’occupazione, di aver aiutato a vario titolo le famiglie occupanti, di aver presenziato ad eventi che si tenevano nelle strutture occupate, di aver partecipato e sostenuto questa azione. Una presa di posizione forte contro il reato di vandalismo che viene contestato ai capifamiglia chiamati a rispondere davanti ai giudici per essersi appropriati di un edificio di proprietà dell’Asl.
Negli anni passati, l’analoga occupazione della palazzina di via Allende disabitata e di proprietà del Ministero della Difesa, si era conclusa con un’assoluzione in primo grado. I giudici di Asti, infatti, avevano ravvisato “lo stato di necessità” delle famiglie che vi si erano rifugiate. Sentenza che era stata ribaltata in Corte d’Appello, un anno e mezzo dopo, in quanto lo stato di necessità poteva essere riconosciuto solo momentaneamente, non perdurante nel tempo.

Daniela Peira

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