Faletti, è il giorno dell'addioIl silenzioso omaggio degli astigiani
Cronaca

Faletti, è il giorno dell'addio
Il silenzioso omaggio degli astigiani

Se qualche volta Giorgio Faletti ha forse temuto di non essere amato o di non esserlo abbastanza dai suoi concittadini, ieri pomeriggio, lunedì, gli astigiani gli hanno dimostrato il contrario. La

Se qualche volta Giorgio Faletti ha forse temuto di non essere amato o di non esserlo abbastanza dai suoi concittadini, ieri pomeriggio, lunedì, gli astigiani gli hanno dimostrato il contrario. La città si è stretta, infatti, in un lungo, incessante e commosso abbraccio attorno alla camera ardente dell’artista, allestita nel Teatro Alfieri. Qui, a lato del feretro, circondato da fiori, la gigantografia cartonata di Giorgio ha accolto, con lo sguardo espressivo di sempre, pulito e un po’ ammiccante, il corteo di persone che gli hanno portato il proprio saluto e hanno pregato per lui. Ancora una volta Giorgio era lì, per il suo pubblico. Dopo essersi spento per un tumore, venerdì mattina, alle Molinette di Torino, la salma è arrivata ad Asti verso le 14 di ieri, accompagnata dalla moglie Roberta.

Tra le istituzioni che hanno reso omaggio all’artista, il sindaco Fabrizio Brignolo, il vicensindaco  Davide Arri e l’assessore comunale alla Cultura e Manifestazioni Massimo Cotto. Insieme a tanta, tantissima gente comune, quella che Giorgio amava e da cui voleva essere amato. Una comunità in lutto, ancora incredula all’idea che Giorgio ci abbia lasciati. Nell’attesa di partecipare ai funerali, oggi pomeriggio, martedì, dalle 15, nella Collegiata di San Secondo, alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo si sono già recati ieri presso la camera ardente. Così il cantante Omar Pedrini e l’attore comico Carlo Pistarino, con cui Giorgio aveva condiviso l’esperienza di “Drive In” e di “Emilio.” “Era una persona di grande spessore, cultura e umanità  – ha ricordato Pistarino – Sempre allegro. Ha percorso molte strade, lasciando su ognuna una traccia importante, come nel cuore di molti. Professionalmente, in una scala da 1 a 10, era bravo 10. Lavorare insieme, quando la tv era ancora pulita, era divertente. Ci si faceva ogni giorno degli scherzi. Gli auguro buona eternità.”

Era al suo fianco anche oggi, dopo essegli stato vicino sempre nell’ultimo periodo, l’assessore Cotto, che ha dichiarato: “E’ bello vedere  tanta gente comune piangere Giorgio, che odiava gli snob. Un vero artista sale sul palco non per gli applausi, ma per essere amato. Per Giorgio, in particolare, la vita era un gigantesco palco. Il nostro tratto comune consisteva nel vivere di sogni e progettualità.” Poi i ricordi commossi e affettuosi di alcuni degli amici astigiani di vecchia data, quando “negli anni ‘70, al Salera, il sabato sera, Giorgio incominciava a dare prova della propria abilità di comico e intrattenitore.” Oppure del  fascino esercitato da giovane sulle donne, “che andavano al mercato, a comprare i bottoni, al banco dei suoi genitori, nella speranza di vederlo.”

E ancora, quando uno degli amici gli prestò l’auto per partecipare a un paio di Rally, di cui era appassionato. “Un’esperienza indimenticabile – racconta – durante la quale ci intratteneva, di sera, con le sue ebizioni. Giorgio, infatti, era sempre solare e socievole, anche se riservato. Non ha mai dimenticato gli amici di un tempo. Il suo mondo era Asti. La cosa più bella è che il successo non lo ha cambiato.” Grande anche la stima dei più giovani, cresciuti imitando i suoi personaggi più famosi e che ne hanno apprezzato le doti letterarie appassionandosi ai suoi romanzi. Più generazioni unite dall’apprezzamento dell’artista–uomo e dal dolore per la perdita di questo nostro concittadino, che nella sua grandezza è rimasto e resterà uno di noi.

Manuela Zoccola

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