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Gambizzato a Praia: arrestati due suoi amici

I fatti sono di un anno fa ma gli arresti solo di lunedì scorso. Tutto nato da una partita a carte finita in lite. Il ferito ha coperto gli aggressori

Indagine dei carabinieri

Sono in carcere da lunedì Sandro Dicuonzo e Sonny Gjoka con la grave accusa di aver partecipato alla spedizione punitiva che il 13 agosto dello scorso anno ha portato alla gambizzazione di Filippo Giovane, agli arresti domiciliari nel suo alloggio di via Padre Graziano.

E’ la conclusione dell’indagine dei carabinieri del Radiomobile di Asti, guidati dal tenente Iandiorio coordinati dalla Compagnia sotto la guida del capitano Guglielmo e sotto la supervisione del pm Fiz della Procura della Repubblica.

I fatti

Tutto era nato dall’arrivo al Pronto Soccorso di Asti, la sera del 13 agosto, di Giovane con un colpo di pistola di piccolo calibro ad una gamba.

Subito sentito dai carabinieri, ha riferito di essere stato sparato da uno sconosciuto che gli aveva suonato il campanello di casa e, una volta aperta la porta, gli aveva sferrato una testata e poi aveva esploso i colpi alle gambe. Negando ripetutamente di conoscere chi si era presentato alla porta di casa.

Versione molto sospetta

Una versione che non aveva convinto i militari i quali hanno così iniziato l’indagine.

Una prima conferma del fatto che Giovane sapesse più di quanto avesse raccontato è arrivato da uno dei vicini di casa cui si è rivolto chiedendo di chiamare l’ambulanza subito dopo il ferimento. Il testimone ha riferito che Giovane ha raccontato “Sono stati degli amici”.

I carabinieri avevano subito anche il dubbio che la sparatoria fosse avvenuta nella casa di Giovane, in quanto, al loro arrivo, tutto era pulito, non c’erano bossoli nè ogive, non era stata registrata presenza di polvere da sparo e non c’erano tracce di sangue.

Sono serviti ancora sei mesi di intercettazioni telefoniche e di sopralluoghi ai militari del tenente Iandiorio per arrivare a ricostruire l’accaduto.

Tutto nato da una partita a carte

Tutto, infatti, era partito nel pomeriggio di quel 13 agosto quando, al bar di Praia, si erano trovati a giocare a carte Giovane Filippo (nonostante fosse agli arresti domiciliari e non potesse lasciare il suo appartamento) e l’amico Sandro Dicuonzo. Presente anche Sonny Gjoka che, in passato, aveva già avuto occasioni di litigi e contrasti con Giovane.

Il pomeriggio si era chiuso con una violenta lite a seguito della partita di carte ma poi ognuno era tornato a casa propria.

“Amici” alla porta

La sera, al campanello di casa Giovane, ha suonato Dicuonzo; nonostante lo screzio del pomeriggio, essendo amici Giovane non ha esitato ad aprire ma si è trovato di fronte anche Gjoka. Secondo la ricostruzione dei carabinieri sarebbe stato proprio Sonny a sparargli alle gambe, mentre non è chiaro chi gli abbia inferto la testata, raccontata da lui e certificata dai medici del Pronto Soccorso.

Lo stesso ferito ha ripulito la scena

La cosa sorprendente è che sembra sia stato lo stesso ferito a ripulire tutto prima di chiamare l’ambulanza: nonostante gli spari alla gamba, ha trovato forza e presenza di spirito di far sparire le tracce e ha coperto i due aggressori.

Per questo motivo, mentre Gjoka e Dicuonzo sono in carcere per detenzione abusiva di armi, Giovane è stato denunciato per favoreggiamento e, avendo violato la prescrizione degli arresti domiciliari per essere andato a giocare a carte al bar di Praia, il beneficio gli è stato revocato ed è tornato in carcere.

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