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Cronaca

Gener Neuv, insegna fresca
ma ancora nessun gestore

Il cancello resta chiuso, ma il tetto del locale è stato completamente rifatto e sul muro, sotto le tegole rosse nuove di zecca, campeggia la scritta "Gener neuv", perfettamente ripulita e restaurata. La prima cosa che viene in mente a chi ha avuto modo di apprezzare la cucina del "Gener" è che il locale, inaugurato il 3 gennaio 1971, sia sul punto di riprendere l'attività, ma non è così, perché l'unico ristorante astigiano insignito della stella Michelin…

Il cancello resta chiuso, ma il tetto del locale è stato completamente rifatto e sul muro, sotto le tegole rosse nuove di zecca, campeggia la scritta "Gener neuv", perfettamente ripulita e restaurata. La prima cosa che viene in mente a chi ha avuto modo di apprezzare la cucina del "Gener" è che il locale, inaugurato il 3 gennaio 1971, sia sul punto di riprendere l'attività, ma non è così, perché l'unico ristorante astigiano insignito della stella Michelin (ricevuta nel 1983 e conservata ininterrottamente per trent'anni) sembra stentare a trovare chi voglia proseguire la prestigiosa tradizione inaugurata da Piero Fassi e dalla moglie Pina, coadiuvati dalle figlie Maura e Maria Luisa.

Non che sinora siano mancati gli aspiranti successori, ma i contatti si sono sempre interrotti dopo i primi approcci: «Sembra quasi che abbiano paura del nome del ristorante ?- spiega Piero Fassi -? e che non osino avvicinarsi, anche se da parte nostra possiamo offrire la massima collaborazione, per incoraggiare e, se fosse necessario, anche per insegnare. All'interno del locale tutto è in ordine e pulito, esattamente come lo abbiamo lasciato il giorno della chiusura: ci spiace sprecarlo, anche perché rappresenta un'occasione di prestigio della città a livello nazionale».

Ma non c'è proprio nessuno che si decida a continuare la vostra tradizione? «Al momento siamo in parole con una famiglia che potrebbe gestirlo bene e portarlo anche più avanti di noi, ma non c'è nulla di definito. Ci vorrebbe qualche industriale, magari del settore vinicolo, che avesse voglia di unire la qualità del cibo a quella del vino, ma ho l'impressione che dalle nostre parti di persone così lungimiranti non ne esistano. A differenza di quel che accade anche solo a pochi chilometri da noi, Asti non sa guardare lontano e un po' alla volta perde tutti i suoi gioielli».

Quel che dice Piero Fassi è abbastanza triste, ma rigorosamente vero: eppure l'insegna, consumata dai 43 anni di apertura del "Gener" ed ora ridipinta a nuovo sembrava aver riacceso la speranza di veder riaprire il cortile e le porte del ristorante. «Prima di diventare ristoratore io dipingevo le insegne ?- ricorda Fassi -? e le antiche passioni non si perdono mai. Se va avanti così, finirò per staccare l'insegna, portarmela a casa e restituire la licenza. Dopo di che, se in questi locali apriranno un ristorante cinese andrà bene lo stesso: vorrà dire che quella sarà la strada scelta dagli astigiani».

Renato Romagnoli

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