Gioco d’azzardo, ad Asti giro d’affari da 190 milioni l’anno. Come difendersi?
Cronaca

Gioco d’azzardo, ad Asti giro d’affari da 190 milioni l’anno. Come difendersi?

Nella nostra città, come un po' ovunque cresce la dipendenza da gioco. Intendendo quelle forme senza controllo, di azzardo, di scommessa di beni e denaro sull'esito di "una sfida alla

Nella nostra città, come un po' ovunque cresce la dipendenza da gioco. Intendendo quelle forme senza controllo, di azzardo, di scommessa di beni e denaro sull'esito di "una sfida alla fortuna". In Piemonte i giocatori d'azzardo "patologici", il cosiddetto "gambling", presi in carico dai Servizi che in ogni Asl si occupano di dipendenze sono stati lo scorso anno 1256, in prevalenza uomini, età media 48 anni, e una proporzione di soggetti a rischio che in Piemonte è più alta del dato nazionale. Lo si legge nell'ordine del giorno approvato lo scorso giugno in Consiglio comunale e che prevede, tra l'altro, "la creazione di una Consulta permanente con il compito di studiare il fenomeno del gioco d'azzardo patologico e le azioni preventive pertinenti".

L'enorme crescita del mercato delle scommesse, anche attraverso l'invasione di slot e poker machine, dei bingo e botteghe casinò rivela una consistente pressione dove si mescolano molti interessi. E' un fenomeno preoccupante per i costi sociali che provoca. L'impiego smodato di risorse economiche infatti erode il risparmio, spesso del nucleo familiare, con il conseguente ricorso all'indebitamento che espone al rischio di povertà, di disagio e il pericolo di diventare vittime di usura. Si pensi che tra il 2005 e il 2013 si è osservato a livello nazionale un aumento del 185% di istanze di accesso al Fondo di solidarietà previsto in questi casi. Non sono esenti lotterie, "gratta e vinci" il gioco del lotto, che rappresentano una fetta consistente del mercato. Facendo riferimento alla città di Asti è come se ogni cittadino spendesse annualmente in giochi a premi, e quindi promossi nella comunicazione pubblica, 900 euro (fonte Monopoli di Stato) per un giro d'affari che sul territorio provinciale ammonta a oltre 190 milioni l'anno. Cinque miliardi in Piemonte e 89 miliardi a livello nazionale.

In molti comuni italiani si sono avviati percorsi virtuosi di sensibilizzazione della cittadinanza sui pericoli del gioco con premi in denaro, anche con la predisposizione di adeguati strumenti amministrativi volti a prevenire e definire limiti alla diffusione delle attività commerciali connesse. In questo senso l'Ordine del giorno, approvato a larga maggioranza, impegna a promuovere iniziative, monitorare la presenza e l'apertura di locali commerciali adibiti a giochi con premi in denaro, inviare sulla base di risultanze segnalazioni alla Questura inerenti autorizzazioni e licenze, studiare la fattibilità di incentivi ai gestori che rinuncino all'installazione di apparecchi per il gioco, misure che ne limitino la fruibilità, la creazione di uno Sportello dedicato all'argomento.

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