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Cronaca

Gorancho: i fratelli accusati di omicidio restano in carcere

Il tribunale del riesame respinge la richiesta dei domiciliari. La difesa farà ricorso in Cassazione

Arrestati un mese fa

A circa un mese dal loro arresto, il Tribunale della Libertà respinge la richiesta di arresti domiciliari per i fratelli Adrian e Valentin Beta, accusati di omicidio volontario per la morte di Georgiev Gorancho, l’uomo di 42 anni deceduto dopo quattro anni di stato vegetativo.

I difensori dei due fratelli, avvocati Abate Zaro e Saraniti, avevano affiancato i Betea già al momento del loro arresto. Adrian era stato raggiunto dall’ordinanza a inizio giugno e due giorni dopo anche il fratello Valentin aveva fatto ritorno in Italia dalla Romania per costituirsi.

La furiosa lite a Pasquetta del 2016

Entrambi erano già stati condannati in primo grado a 8 anni per il tentato omicidio di Gorancho che, mentre si attendeva la fissazione del processo di Appello, è deceduto a seguito delle lesioni riportate durante una furiosa lite scoppiata a Pasquetta del 2016 nel cortile della palazzina di Castiglione Tinella doveva viveva con la sua famiglia e dove aveva i Beta come vicini di casa.

Annunciato ricorso in Cassazione

La difesa dei due fratelli ha già annunciato che farà ricorso in Cassazione per trasformare la detenzione in carcere in arresto domiciliare in quanto i fratelli avrebbero dimostrato finora   di non volersi sottrarre al nuovo processo. Il rientro in Italia di Valentin per costituirsi ne è un esempio. Inoltre i Betea vogliono nuovamente dimostrare il contesto di provocazione all’interno del quale è maturata la lite.

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