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Cronaca
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Corte d’Assise

Grinzane Cavour, in aula il drammatico video della rapina e dell’uccisione dei due rapinatori della gioielleria

Stamattina è stato trasmesso in Corte d’Assise. E sono emersi nuovi dettagli mai divulgati prima dagli investigatori

Nonostante l’aula di tribunale fosse gremito di avvocati e parti civili, nessuno ha fiatato durante quegli 8 minuti di proiezione del video in cui è sfilata la tragica rapina in gioielleria a Grinzane Cavour avvenuta nell’aprile del 2021. Rapina finita nel sangue con due dei tre rapinatori uccisi a poca distanza dall’uscita secondaria del negozio e un terzo rapinatore ferito alla gamba ma salvo perchè è riuscito a darsi alla fuga.

Nel primo banco, quello degli imputati, Mario Roggero, il gioielliere difeso dall’avvocato Bolognesi accusato di duplice omicidio volontario, tentato omicidio e detenzione e porto d’armi non autorizzati.

Il video che è passato è il risultato del lavoro di assemblaggio fatto dal consulente tecnico Giuseppe Dezzani che, acquisiti tutti i filmati di videosorveglianza interni della gioielleria e quelli esterni di altri negozi e dell’ufficio postale, ha ricostruito la rapina e la fuga finita con gli spari.

Si vede arrivare la Ford Fiesta bianca a tre porte e parcheggiare in una via sulla quale si affaccia l’uscita secondaria del negozio. Ne scende un primo rapinatore che entra nella gioielleria dove, al banco, ci sono moglie e figlia di Roggero. Con un pretesto si fa mostrare qualche rotolo di gioielli; poco dopo entra il secondo rapinatore che estrae subito un taglierino e minaccia la moglie di Roggero poi, insieme all’altro che nel frattempo estrae una pistola (che si rivelerà giocattolo), legano le mani delle due donne con delle fascette bianche da elettricista. Nel frattempo vanno nel laboratorio sul retro, dove si trovava Mario Roggero che s accorge della rapina. La figlia torna in negozio e tenta più volte, con il piede, di azionare il sistema automatico di allerta rapine anche se, si scoprirà più tardi, non funzionerà e nessuna chiamata arriva alle forze dell’ordine. Subito dopo si vede il gioielliere avvicinarsi alla cassa, forse su indicazione dei rapinatori per prendere l’incasso, ed aprire il cassetto sotto, dove si trova una pistola (questa vera).

Poco prima entra anche il terzo rapinatore che, ad un segnale dei complici, entra con uno zaino dentro il quale vengono messi gioielli per un valore commerciale di circa 70 mila euro.

Poi si danno alla fuga dalla porta sul retro per raggiungere l’auto parcheggiata, ma Roggero esce subito dopo loro e comincia ad esplodere colpi: 5 in tutto, tanti quanti contenuti nel tamburo del revolver per il quale, scopriranno in seguito i carabinieri, non aveva il porto d’armi nè il permesso di detenzione.

Spara prima al posto del guidatore, mandando in frantumi il finestrino, poi si sposta sull’altro lato della vettura e spara ancora. Il primo rapinatore, Giuseppe Mazzarino, cade subito a terra, dietro l’auto. Andrea Spinelli prova a fuggire ma sviene all’angolo della strada, sulla via principale di Grinzane. Qui Roggero lo raggiunge e gli sferra qualche calcio alla testa, lui reagisce, si rialza, hanno una breve colluttazione, e prova a fuggire ma dopo pochi passi cade a terra, esanime, a causa della copiosa emorragia provocata dal colpo sparato mentre si trovava in auto.

La fuga riesce solo al terzo rapinatore, Alessandro Modica, che percorrerà a piedi diverse centinaia di metri prima di chiedere un passaggio ad un automobilista che lo porterà fino ad Alba, sotto casa dei genitori. Si farà medicare all’ospedale di Savigliano dove i carabinieri lo arresteranno.

E’ stato lo stesso gioielliere a chiamare il 112, la cui telefonata è stata riproposta in aula. In due diverse telefonate distanti pochi secondi l’una dall’altra si sente un uomo molto agitato che parla anche un po’ sconnessamente di una rapina e di due morti: «Venite, vi sto aspettando. Ci sono due morti, uno è scappato ma ne sono morti due”.

Uno dei carabinieri intervenuto, della Compagnia di Alba, che ha visionato a lungo tutti i filmati, ha rivelato che il gioielliere mentre attendeva l’arrivo dei carabinieri è andato verso la Fiesta bianca e ha preso dal sedile i gioielli che gli erano stati rubati, li ha portati in gioielleria ma dopo pochi minuti li ha di nuovo portati fuori e riposizionati sull’auto dove li aveva presi.

Composti ma commossi i parenti dei due rapinatori morti che si sono costituiti parte civile e che erano presenti in aula combattuti fra la consapevolezza dell’azione criminale che i loro cari avevano fatto e il dolore di essere di fronte ai loro ultimi istanti di vita.

Particolarmente scioccante è stato il passaggio in cui Roggero raggiunge Spinelli già a terra e gli prende a calci la testa.

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