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Ha confessato l'omicidio ma la pistola è sparita

Pare che restino pochi elementi da chiarire nella vicenda dell’omicidio di Donika Xhafa, la donna di 47 anni di origine albanese, uccisa giovedì sera a Vercelli. Ha confessato il delitto, appena

Pare che restino pochi elementi da chiarire nella vicenda dell’omicidio di Donika Xhafa, la donna di 47 anni di origine albanese, uccisa giovedì sera a Vercelli. Ha confessato il delitto, appena un’ora dopo, l’ex marito, Raffaele Vorraro, 58enne di Calliano, “storico” meccanico del quartiere Praia, ad Asti, alcuni anni fa. Si è rivolto ai carabinieri del comando provinciale di via delle Corse per raccontare quello che aveva fatto; ad attenderlo di fronte al cancello della caserma, dove è giunto alla guida della sua auto, c’era il suo legale, l’avvocato Ferruccio Rattazzi. Verso le 21 l’uomo ha atteso nei pressi della stazione ferroviaria di Vercelli l’arrivo della ex moglie, che alla fine del loro rapporto era andata a vivere in quella città, accanto ai due figli avuti da una precedente marito del  quale era rimasta vedova.

Era appena scesa dal treno, quando l’ha raggiunta per strada: l’avrebbe chiamata, poi avvicinata, ma al rifiuto della donna nei suoi confronti un diverbio, poi d’improvviso gli spari. Quattro colpi in rapida successione, secondo quanto si è saputo dagli inquirenti, che avrebbero raggiunto la signora alla fronte e al torace. Testimoni avrebbero assistito a tutta la scena. Poi la fuga: è salito in auto e si è diretto verso l’Astigiano. Mentre guidava ha telefonato all’avvocato Rattazzi e gli ha comunicato la volontà di costituirsi, chiedendo la sua assistenza. In viale Garibaldi, che a quell’ora è affollato di pendolari che provengono dalla stazione, arriva intanto la polizia della Questura di Vercelli. Si procede ai rilievi, si raccolgono le testimonianze, si punta l’attenzione sull’ex marito.

Ma Vorraro intorno alle 22 è di fronte ai carabinieri di Asti. Viene interrogato, arrestato e trasferito al carcere di Quarto (nessun trasferimento alla prigione di Vercelli fino alla data di lunedì). Il dubbio che ancora resterebbe agli inquirenti è quello della pistola usata per il delitto, l’unico elemento che ancora mancherebbe: agli investigatori Vorraro ha raccontato di averla gettata dal finestrino dell’auto, durante il tragitto da Vercelli ad Asti, in un punto non precisato delle campagne del Vercellese, forse in una risaia.

Una versione che però sembra non convincere per nulla gli investigatori dell’Arma astigiana. Pare inoltre che quell’arma non fosse regolarmente denunciata. Si attendono inoltre gli esiti dell’autopsia sul cadavere della donna, fissata per la giornata di domani, mercoledì. E si cerca di capire il perché di quell’omicidio: «Tutti lo descrivono come una persona tranquilla, è davvero incomprensibile la stranezza di quanto è accaduto – dice l’avvocato Rattazzi riferendosi al suo assistito – Al momento non c’è spiegazione per il gesto che ha confessato, è quanto si cercherà di capire. L’idea più verosimile, attualmente, è che potrebbe aver perso la testa di fronte alla lite con l’ex moglie».

Marta Martiner Testa

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