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I poliziotti: «A mesi dall’emergenza non ci hanno ancora fatto nè tamponi nè test»

I sindacati stigmatizzano la mancanza di screening a tappeto per il personale che è quotidianamente a contatto con i cittadini

Rimostranze dei sindacati di categoria

Lo chiedono da molte settimane e alla vigilia dell’inizio della Fase 2 con la riapertura di attività e allentamento delle restrizioni dello spostamento delle persone, ancora la richiesta non è stata esaudita.

Parliamo degli appartenenti alla Polizia di Stato i cui sindacati (Siulp, Sap, Coisp, Siap, Fsp, Silp) hanno nuovamente chiesto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, di predisporre un protocollo sanitario apposito per sottoporli ad esami diagnostici che rivelino eventuali positività al coronavirus.

In altre regioni già attivato lo screening

«Dagli organi di stampa giungono notizie che in altre notizie italiane è già stato attivato un monitoraggio diagnostico a dimostrazione che la nostra richiesta ha una valenza evidente ed attuali – scrivono i sindacati di polizia – Il nostro lavoro è caratterizzato da inevitabili e continui contatti con la popolazione: non sottoporre a screening la nostra categoria significa sottovalutare un grava fattore di rischio. Troppi appartenenti alle Forze dell’ordine sono stati lasciati in isolamento a casa, con la sintomatologia da Covid 19 o con familiari conviventi dichiaratamente ammalati senza essere sottoposti agli opportuni esami».

Stigmatizzando come a mesi dall’inizio dell’emergenza e in vista della imminente Fase 2 si sia rimasti ancora fermi alla iniziale mancanza di tamponi o di test sierologici «mentre personaggi più o meno famosi come calciatori, politici, appartenenti al mondo dello spettacolo sembrano avere un canale preferenziale».

«Se ci fermiano noi, crolla tutto»

Si legge ancora nella nota che «Forse qualcuno non ha capito che se le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario vengono compromessi, l’impianto di sicurezza di questo Paese crolla, con conseguenze disastrose per la società civile. Speriamo tanto di sbagliarci, ma l’impressione è che in quest Regione gli uomini e le donne in divisa siano stati abbandonati a sé stessi».

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