La famiglia del fabbro ucciso:«Non ha mai provocato nessuno»
Cronaca

La famiglia del fabbro ucciso:
«Non ha mai provocato nessuno»

Un giro un po’ più largo del normale per arrivare alla chiesa di San Martino, passando e ripassando per quel tratto di corso Alfieri dove ha vissuto e dove ha trovato la morte una settimana fa. Ha

Un giro un po’ più largo del normale per arrivare alla chiesa di San Martino, passando e ripassando per quel tratto di corso Alfieri dove ha vissuto e dove ha trovato la morte una settimana fa. Ha allungato fino in piazza Roma il carro funebre che trasportava la salma di Calogero “Lillo” Pirrello, il fabbro di 57 anni freddato martedì scorso dal vicino di casa Isidoro Schillaci di 81 anni. Dopo l’autopsia che ha confermato la morte avvenuta per i due colpi di pistola che lo hanno raggiunto all’addome e alla giugulare, il corpo di Pirrello è stato restituito alla famiglia per le esequie: la moglie Daniela, i figli Marco e Michela con le rispettive famiglie gli hanno dato l’ultimo saluto ieri mattina, lunedì, nella chiesa a pochi passi da casa.

La stessa famiglia che, passato il primo sgomento per l’accaduto, si è rivolta all’avvocato Aldo Mirate per replicare alla versione dei fatti data da Schillaci durante gli interrogatori e per fugare i dubbi sui motivi che avrebbero portato l’anziano al grave gesto. «Riteniamo di dover respingere in modo sdegnoso tutte le affermazioni che vengono attribuite al signor Isodoro Schillaci. Mai Pirrello ha posto in essere attività di provocazione nei confronti di chicchessia e tantonomeno di Schillaci -scrive per conto della famiglia l’avvocato Mirate in una nota stampa- Mai ha avuto il benchè minimo conflitto con la legge penale e il suo comportamento sul luogo di lavoro, con gli amici e con tutti i condomini è stato sempre ispirato al massimo rispetto e alla massima cordialità. Sarà sufficiente sentire i condomini del palazzo per conoscere il rispetto e la cordialità che portava ai vicini per i quali spesso e volentieri ha eseguito, nella sua qualità di fabbro, prestazioni del tutto volontarie e gratuite».

Passando poi a tratteggiare la figura dell’omicida. «Schillaci -si legge ancora nella nota- aveva un costante atteggiamento litigioso per le più banali questioni di condominio e, nelle ore precedenti l’omicidio, ha posto in essere ripetute e gravi azioni moleste nei confronti di Pirrello e della moglie Daniela Cesaro». Sull’edizione scorsa, La Nuova Provincia ha pubblicato il ritaglio di una notizia di 50 anni fa, che riportava come Schillaci fosse stato arrestato per aver accoltellato un ragazzo. Ora la famiglia chiede di accertare se in passato sia stato o meno autore di atti contro l’incolumità delle persone e, in caso affermativo, di acclarare come sia stato possibile che allo stesso sia stato consentita la detenzione di un’arma da sparo.

«Non siamo animati da spirito di vendetta, anche la se la perdita di un marito e di un padre ci ha gettati nella più tragica disperazione, quello che chiediamo è che ci sia giustizia, che la memoria di un nostro congiunto non venga infangata e che il signor Schillaci paghi il giusto prezzo che la legge prevede per il delitto che premeditatamente e freddamente ha commesso». La Polizia, dal suo canto, dopo aver accertato la dinamica di quello che sembra un vero e proprio agguato, ha cominciato a sentire i testimoni, soprattutto residenti del condominio, per ricostruire i rapporti fra i due.

Daniela Peira

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